Caso Caliendo, l’avvocato chiede il cuore espiantato per la perizia
Nuova istanza al GIP per l’incidente probatorio a Bari. Sospetti su nuovi interrogatori per i medici e dubbi su un secondo decesso sospetto.
Svolta nel caso della morte del piccolo Domenico Caliendo. L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha presentato un’istanza formale al GIP affinché il cuore originario del bambino — quello rimosso durante il trapianto e sostituito con l'organo poi risultato danneggiato — sia presente e disponibile durante l’incidente probatorio fissato per il prossimo 28 aprile presso il Policlinico di Bari. Il legale ha ribadito con fermezza che si tratta di un passaggio necessario per sciogliere i numerosi interrogativi tecnici che ancora gravano sulla vicenda.
Parallelamente, il fronte giudiziario si sposta a Napoli, dove si profila la possibilità di un rinnovamento degli interrogatori preventivi per il cardiochirurgo Guido Oppido e la sua vice Emma Bergonzoni. Entrambi i medici sono accusati di falso per presunte modifiche alla cartella clinica del piccolo. Petruzzi ha definito irrituale l'eventuale ripetizione di questi atti, ipotizzando che qualcosa di insolito debba essere accaduto durante le audizioni delle scorse settimane, un nodo che la difesa della famiglia intende chiarire al più presto.
L'azione della fondazione dedicata a Domenico ha inoltre portato alla luce un secondo caso dai contorni drammatici riguardante una bambina deceduta al Monaldi nell'ottobre 2025. Analizzando la documentazione medica, l'avvocato ha denunciato un atteggiamento attendista immotivato da parte della struttura. Nonostante una diagnosi prenatale che imponeva un intervento tempestivo, i medici avrebbero atteso troppo a lungo senza documentarne la ragione clinica. Secondo il legale, questa inerzia avrebbe negato alla piccola ogni concreta chance di sopravvivenza, rendendo l'intervento finale tardivo e inutile.