Caro-carburanti: Campania maglia nera per i rincari record
Benzina e gasolio alle stelle: l'Unione Consumatori denuncia speculazioni e chiede al Governo il taglio immediato delle accise come nel 2022
La Campania si scopre improvvisamente maglia nera nel monitoraggio dei prezzi dei carburanti. Tra il 4 e il 6 marzo, la regione ha fatto segnare il rincaro più elevato d'Italia per quanto riguarda la benzina in modalità self-service, con un aumento di 4,4 centesimi di euro al litro. Non va meglio per il gasolio, che registra un balzo di 11,6 centesimi, posizionando il territorio al terzo posto nazionale per velocità di crescita dei prezzi.
Il paradosso dei prezzi medi
L'analisi dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC) scatta una fotografia basata su un forte contrasto. Se da un lato la Campania subisce l'impennata più violenta, dall'altro resta – per il momento – una delle regioni dove fare rifornimento costa meno in termini assoluti:
Gasolio self-service: è ancora il più economico d’Italia con una media di 1,890 €/litro.
Benzina self-service: con una media di 1,759 €/litro, la regione si piazza al dodicesimo posto della classifica nazionale.
Tuttavia, è proprio la velocità del rincaro a preoccupare: una "fiammata" che rischia di annullare in pochi giorni il vantaggio competitivo dei distributori locali.
L'accusa di speculazione
Massimiliano Dona, presidente dell'UNC, ha commentato i dati con estrema durezza, puntando il dito contro le dinamiche di mercato di questi ultimi due giorni. Secondo Dona, non esistono motivazioni strutturali legate all'offerta di petrolio che giustifichino una simile accelerazione.
"Sono evidenti le speculazioni", attacca Dona. "Chiediamo al Governo di mandare la Guardia di Finanza a effettuare controlli a tappeto presso le compagnie petrolifere e i distributori. Non si può temporeggiare con meccanismi complicati come quelli del decreto 5/2023."
La richiesta: "Intervenire come il Governo Draghi"
L'Unione Consumatori invoca un intervento d'urgenza simile a quello attuato nella precedente legislatura. La proposta è chiara: un primo provvedimento per ridurre le accise di 10 centesimi, bypassando i calcoli previsti dall'attuale normativa che, secondo l'associazione, interviene "solo quando è troppo tardi".
Senza un intervento immediato, il rischio è che l'effetto domino dei trasporti finisca per pesare ulteriormente sul carrello della spesa dei cittadini campani.