Carceri minorili: lavoro e dignità per costruire un nuovo futuro
La situazione umana nelle carceri minorili è disperata, fra povertà estrema ed enorme sofferenza: ecco l’impegno della Fondazione Angelo Affinita con l’Istituto penale minorile di Airola per dare a qu...
La situazione umana nelle carceri minorili è disperata, fra povertà estrema ed enorme sofferenza: ecco l’impegno della Fondazione Angelo Affinita con l’Istituto penale minorile di Airola per dare a questi giovani un nuovo futuro e una seconda possibilità.
Se oggi volessimo dire chi sono gli ultimi fra gli ultimi, sicuramente dovremmo citare i giovani delle nostre carceri minorili e tra questi, i ragazzi che vivono anche in uno stato di povertà, di profondissimo disagio personale e sociale, che può sfociare nella disperazione più cupa.
Negli ultimi 10 anni la Fondazione Angelo Affinita ha supportato questi giovani tramite corsi di formazione al lavoro, come il corso per pizzaioli realizzato con la supervisione e l’accompagnamento di importanti professionisti del settore come Marco Amoriello - pizzaiolo e 1° classificato al Campionato Mondiale della pizza per ben tre volte, oppure con l’ultimo corso di giardinaggio, in collaborazione con la Scuola La Tecnica di Benevento, in via di conclusione.
La Fondazione Affinita crede fermamente che la formazione professionale vada sempre accompagnata da un percorso sul sapere essere oltre che sul saper fare, che deve necessariamente passare attraverso la costruzione di un legame umano, oltre che professionale, tra il team di professionisti coinvolti e gli allievi.
Proprio questo approccio ha consentito di intercettare situazioni di disagio, anche economico, che si aggiunge alla condizione già critica dei giovani detenuti, per questo la possibilità di una “seconda chance” non può prescindere da una condizione umana dignitosa.
Seguendo questo obiettivo, la Fondazione Affinita ha destinato risorse aggiuntive per fornire ai detenuti indigenti abbigliamento e un contributo per il pagamento delle telefonate a casa, per non interrompere quel legame fondamentale di affetto e vicinanza coi propri cari, fondamentale per chi vive in una condizione di detenzione.
Come in più occasioni anche Papa Francesco ha ricordato, la dignità umana non può essere incarcerata: "la mancanza di libertà è una delle privazioni più grandi per l'essere umano, ma se a questa si aggiunge il degrado per le condizioni spesso prive di umanità in cui queste persone si trovano a vivere, allora è davvero il caso in cui un cristiano si sente provocato a fare di tutto per restituire loro dignità".