Carburanti: l'aumento dei costi industriali "mangia" il taglio delle accise
Prezzi di nuovo in risalita: l'effetto del decreto governativo è già dimezzato. Gasolio verso i 2 euro in diverse regioni.
Nonostante l'intervento del Governo per calmierare i prezzi alla pompa, la tregua per le tasche degli italiani sembra essere già finita. L'impennata dei costi industriali dei carburanti sta spingendo i listini dei distributori verso l'alto, annullando rapidamente i benefici del taglio delle accise.
Lo sconto svanisce
I numeri parlano chiaro: a fronte di una riduzione delle accise pari a 24,4 centesimi di euro, il calo reale percepito dai consumatori è decisamente inferiore. Rispetto al periodo precedente al decreto:
Il gasolio è sceso di soli 12,7 centesimi.
La benzina ha registrato un calo di appena 15 centesimi.
In pratica, l'efficacia della manovra è stata già dimezzata. Il risparmio teorico viene eroso giorno dopo giorno, trasformando quello che doveva essere un sollievo strutturale in un beneficio passeggero.
La mappa dei rincari
La risalita dei prezzi è generalizzata e non risparmia quasi nessuna regione. Attualmente, le medie nazionali mostrano un quadro preoccupante:
Tipologia | Prezzo Medio (Self) | Prezzo in Autostrada |
Gasolio | 1,976 €/litro | 2,045 €/litro |
Benzina | 1,717 €/litro | 1,781 €/litro |
Il gasolio sta pericolosamente sfiorando la soglia psicologica dei 2 euro al litro in diverse zone d'Italia. La maglia nera per i rincari spetta a Campania (1,995 €/l), Calabria (1,994 €/l) e Molise (1,990 €/l). Per quanto riguarda la "verde", è la Basilicata a guidare la classifica dei rincari con una media di 1,747 €/litro.
L'allarme delle associazioni dei consumatori
Le reazioni non si sono fatte attendere. Il Codacons sottolinea come questo andamento al rialzo determini un "mancato risparmio" di circa 5,85 euro su un pieno di gasolio, avvertendo che, a questo ritmo, lo sconto fiscale verrà totalmente vanificato prima della sua scadenza naturale (fissata a 20 giorni).