Campania: l'economia di guerra costa 600 euro a famiglia
Le famiglie non possono permettersi questi aumenti che possono generare una forte contrazione della spesa
Non è solo una crisi diplomatica lontana: il conflitto in Iran è già sbarcato nelle case e nelle aziende della Campania. L’allarme arriva forte e chiaro da Confesercenti, che disegna uno scenario drammatico di rincari a catena pronti a travolgere il potere d'acquisto delle famiglie e la sopravvivenza delle piccole e medie imprese regionali.
Secondo l'analisi presentata da Vincenzo Schiavo, presidente regionale dell’associazione e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, l'aggravio medio stimato per ogni nucleo familiare è di almeno 600 euro l'anno, una cifra che Schiavo definisce "destinata purtroppo a crescere".
La stangata alla pompa e nel carrello
Il primo fronte del rincaro è quello energetico. Il prezzo del gasolio e della benzina ha già subito un’impennata del 12%.
"Una famiglia media con un'auto di piccola cilindrata si ritrova a pagare 7 euro in più a pieno," spiega Schiavo. "Sono 28 euro al mese, ovvero oltre 330 euro all'anno che svaniscono solo per gli spostamenti quotidiani."
Ma l'effetto domino non si ferma ai distributori. Il trasporto su gomma trasferisce immediatamente i costi sui beni di prima necessità:
Spesa alimentare: Un rincaro stimato di circa 100 euro annui.
Bollette: Si prevedono aumenti medi di 70 euro per il gas e 80 euro per la luce per un appartamento standard.
Voli e Trasporti: Chi viaggia per lavoro subirà aumenti tra il 15% e il 30%.
Export: il "tappo" di Dubai e il Made in Campania
A tremare sono soprattutto le imprese. Con la chiusura dei mercati russi e i dazi USA, lo scalo di Dubai era diventato il polmone vitale per l'export campano. L'instabilità nell'area del Golfo rischia ora di soffocare questo canale fondamentale. "Senza la piattaforma di Dubai perderemo fatturato e forza lavoro," avverte Schiavo, sottolineando come le difficoltà logistiche stiano già colpendo duramente il settore dell'outgoing verso l'estero.
Il rischio recessione: l'appello al Governo
Il timore più grande è la contrazione dei consumi. Se i cittadini sono costretti a spendere tutto per bollette e benzina, settori come l'abbigliamento, l'elettronica e l'automotive subiranno un crollo verticale.
Confesercenti invoca un intervento immediato del Governo per calmierare i prezzi e chiede che la diplomazia internazionale prevalga sulla logica delle armi. "Le aziende campane avranno grandi difficoltà a tenere aperto," conclude Schiavo. "Siamo di fronte a un grido d'allarme che non può restare inascoltato."