Avellino, scacco al business delle auto fantasma: otto arresti

Un sodalizio criminale intestava fittiziamente centinaia di veicoli a ditte inesistenti per favorire la malavita e truffare lo Stato.

A cura di Redazione
13 maggio 2026 09:44
Avellino, scacco al business delle auto fantasma: otto arresti -
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L'operazione condotta questa mattina dai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria e della Compagnia di Avellino, in esecuzione di un’ordinanza del G.I.P. locale, ha smantellato un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la fede pubblica e il patrimonio. I militari hanno notificato otto misure cautelari ad altrettanti indagati, tra cui un arresto in carcere e sei domiciliari, accusati di aver gestito un sistema illecito radicato nel capoluogo irpino per l'intestazione fittizia di oltre duecento autovetture.

L'inchiesta ha preso slancio da un furto nel beneventano e dalle rivelazioni di un noto programma satirico, permettendo agli inquirenti di svelare un meccanismo oliato che traeva in inganno i funzionari del Pubblico Registro Automobilistico. Attraverso la creazione di false attività di commercio di veicoli, i membri del gruppo riuscivano a schermare la reale proprietà dei mezzi, rendendoli di fatto "invisibili" alle autorità. Questa architettura criminale garantiva la circolazione di auto destinate a soggetti orbitanti in contesti delinquenziali, sottraendole a ogni forma di controllo amministrativo o fiscale.

Il vantaggio economico derivante da tale sistema era duplice, poiché consentiva ai beneficiari di azzerare i costi di gestione ordinaria mentre utilizzavano i mezzi per scopi illeciti. Grazie alle indagini tecniche e ai pedinamenti, è emerso che il sodalizio permetteva il mancato pagamento sistematico di passaggi di proprietà, polizze assicurative, bolli auto e pedaggi autostradali. Inoltre, le vetture diventavano strumenti ideali per compiere ulteriori delitti, garantendo l'impunità ai conducenti che risultavano del tutto estranei alle banche dati istituzionali in caso di sanzioni o rilievi fotografici.

Oltre alla pericolosità sociale del fenomeno, gli accertamenti documentali e le intercettazioni hanno portato alla luce una ingente truffa aggravata ai danni dello Stato, della Regione e della Provincia. Il danno erariale complessivo è stato stimato in circa 140.000 euro, cifra derivante dalle tasse e dagli oneri mai versati alla pubblica amministrazione. L'intervento della Procura di Avellino si inserisce in una più vasta strategia di contrasto al radicamento di gruppi criminali organizzati, mirando a recidere i flussi finanziari illeciti e a ripristinare la legalità nel settore automobilistico.

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