Avellino: Giornata della Memoria 2022

Nel Palazzo di Governo – Prefettura di Avellino, in commemorazione della Giornata della Memoria, sono state consegnate sei medaglie d’onore fra le quali una ad Antonio Porcaro di Roccabascerana. I Por...

27 gennaio 2022 13:42
Avellino: Giornata della Memoria 2022 -
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Nel Palazzo di Governo – Prefettura di Avellino, in commemorazione della Giornata della Memoria, sono state consegnate sei medaglie d’onore fra le quali una ad Antonio Porcaro di Roccabascerana. I Porcaro erano due fratelli nativi di Roccabascerana, frazione di Cassano in località Caraccioli. Sono partiti entrambi per servire la nostra Patria, ma il destino fu buio e crudele per entrambi. Il fratello maggiore Giuseppe, classe 1911, fu destinato al fronte russo. Fu fatto prigioniero e mori il 05/06/1943. Antonio, classe 1912, partì per il fronte greco-albanese venne catturato dai tedeschi e, deportato in Germania, moriva il 06/05/1944 nello STALAG XI b. In poco più di un anno furono entrambi uccisi. Rimasero a casa il papà Tommaso, la mamma Carmena De Pietro e le sorelle Fiorinda, Nicolina e Maria. Giuseppe lasciò orfani due figli e la giovane moglie. Era inimmaginabile per una mamma solo il pensiero di non avere con se nel giro di pochi mesi e per un’assurda guerra i suoi unici due figli maschi pressoché trentenni. Roccabascerana ha pagato un amaro tributo per i suoi figli. Una cerimonia particolarmente sentita alla quale ha partecipato il vice-sindaco Albino Fucci e l'assessore Antonio Principe in rappresentanza dell'amministrazione comunale i quali hanno consegnato una pergamena in ricordo nelle mani del nipote delle Parrella Beniamino che con mani tremanti raccoglieva anche il prestigioso riconoscimento. Ricordiamo anche la tragica sorte dei fratelli Merullo, Eugenio e Carmine anche essi partiti per la guerra e fatti prigionieri dai tedeschi dopo 08/09/1943 entrambi morti nei campi di concentramento. E ancora: il giovane Izzo Pietro classe 1923 disperso a causa dei bombardamenti, il Tenente Nicolino Rossi che mori nel campo di concentramento un mese prima della fine del conflitto mondiale. Sono solo alcuni dei deportati tra cui donne anziani uomini e bambini della Valle Caudina, di ogni ceto e religione che morirono di stenti, per malattia o per fame in quei campi di concentramento. I militari rocchesi hanno lasciato, alla futura memoria dei giovani, ben tre diari degli orrendi momenti di prigionia, quello del tenente Nicola Rossi, Vincenzo Ettorre e Luigi Zollo. Fra gli altri ricordiamo Mafalda, figlia del re firmò l’armistizio, fu deportata in un campo di concentramento dove mori tra atroci sofferenze. La commemorazione e dovuta anche ad essi che si sono sacrificati per noi e per dare libertà, dignità e democrazia alla nostra Italia. Abbiamo una testimone vivente, la senatrice a vita Liliana Segre, grazie alla quale riusciamo ancora oggi ad avere la certezza di quanto orrendo sia accaduto e nessuno può permettersi di oltraggiare e ripudiare chi e stata testimone di ciò che fu quella grande tragedia chiamata olocausto.

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