Avellino. Frode fiscale, sequestrati 515 mila euro ad un imprenditore, sottoposto ai domiciliari.

Nella giornata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Avellino hanno completato l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari e contestuale esecuzione di decre...

10 marzo 2021 09:39
Avellino. Frode fiscale, sequestrati 515 mila euro ad un imprenditore, sottoposto ai domiciliari. -
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Nella giornata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Avellino hanno completato l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari e contestuale esecuzione di decreto di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, per un importo complessivo pari a euro 515.047,00, emessi dal GIP del Tribunale di Avellino su richiesta di questo Ufficio, nei confronti di A.R..

L'indagato è ritenuto gravemente indiziato di aver organizzato una frode fiscale, mediante I'emissione di fatture false, con occultamento delle scritture contabili e omessa presentazione delle dichiarazioni dei redditi. In relations all'ammontare complessivo delle fatture false emesse, le indagini hanno permesso di accertare un imponibile pari ad euro 3.291.894,31 con un'iva evasa pari ad euro 723.121,44 per un totale di euro 4.015.015,75

L'attività d'indagine, coordinata da questa Procura della Repubblica e svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Avellino, traeva origine dall'esecuzione di una verifica fiscale nei confronti di una delle imprese di cui l'indagato era it legate rappresentante.

Gli accertamenti di polizia giudiziaria permettevano di accertare che l'arrestato, net periodo temporale oggetto di verifica fiscale, poneva in essere un articolato meccanismo di frode cd "carosello", mediante la costituzione di diverse imprese cd "cartiere", attraverso le quail consentiva ad altri soggetti la sistematica evasione dell'I.V.A. e la conseguente dichiarazione di costi non deducibili ai fini reddituali.

In particolare l'indagato creava una pluralità di imprese che, net periodo considerato, non avevano mai esercitato alcuna attività commerciale at solo scopo di fare da filtro nel meccanismo giuridico di applicazione dell'I.V.A. e, cosi facendo, simulava per conto di imprese compiacenti, acquisti e cessioni di beni a rischio frode quali telefonini, prodotti elettronici e pedane in legno, utilizzando illegittimamente I'istituto del reverse charge, previsto delle norme sull'I.V.A. in tali casi, interponendosi fittiziamente tra il cliente finale ed il reale venditore della merce (fatturazione soggettivamente inesistente).

Inoltre l'indagato, sempre con la complicity di altre imprese, frodava it fisco anche mediante la diretta simulazione di prestazioni di servizi di pulizia in realtà mai svolti. Anche in questo caso sono state determinanti le imprese cartiere, create ad hoc, ed attraverso le quali emetteva una moltitudine di fatture per operazioni inesistenti consentendo cosi, alle compiacenti imprese terze, di evadere in modo rilevante e sistematico l'I.V.A. sull'acquisto di servizi e la conseguente illecita riduzione dei redditi imponibili ai fini dell'imposizione diretta (fatturazione oggettivamente inesistente).

Al fine di eliminare le tracce e rendere difficile, se non impossibile, la ricostruzione della frode fiscale, t'indagato distruggeva, o comunque occultava, la documentazione contabile obbligatoria delle imprese

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