Ato Rifiuti, in Irpinia è sempre più caos.
Il settore dei rifiuti in Irpinia, è sempre più nel caos. Ii consiglieri di minoranza dell’Ato rifiuti contestano al presidente Vittorio D’Alessio la costituzione della Irpinia Rifiuti Zero srl, la ne...
Il settore dei rifiuti in Irpinia, è sempre più nel caos. Ii consiglieri di minoranza dell’Ato rifiuti contestano al presidente Vittorio D’Alessio la costituzione della Irpinia Rifiuti Zero srl, la newco dell’ente d’ambito creata dinanzi al notaio il 29 marzo scorso. «Chiederemo pertanto con una richiesta ufficiale la revoca degli atti in autotutela, conferma Giuditta -. Il parere della Corte dei Conti è negativo e dice che un ente di programmazione non può svolgere anche l’attività di gestione. Vogliamo che si inizi un percorso condiviso dai sindaci per individuare un modello pubblico e salvaguardare tutto il personale già impegnato, così da evitare anche frazionamenti che comporterebbero un servizio limitato. Non è pensabile che sei consiglieri possano decidere di costituire una società per conto dei Comuni che dovrebbero poi modificare i propri bilanci per cercare di adeguarsi. Non si organizza così una faccenda così delicata come quella del ciclo dei rifiuti, siamo pronti anche a fare ricorso al Tar, o passeremo alla Procura».
Così Vito Pelosi: «Da consiglieri d’ambito intendiamo rappresentare ai colleghi sindaci tutte le storture di un iter che più volte abbiamo sollevato come irregolare. Parliamo da sindaci che hanno a cuore il destino delle proprie comunità, parliamo di un servizio che ha una ricaduta enorme per il nostro territorio. Si delinea un modello di gestione con una caduta negativa per le casse delle amministrazioni e per il servizio ai cittadini. E il parere della Corte dei conti, tranchant in questo senso sulla costituzione della Rifiuti Zero, è indicativo in questo senso. Chiediamo per questo l’annullamento degli atti in autotutela, per preservare l’Ato e i sindaci da responsabilità legali di non poco conto. Va portata la palla dall’altro lato del campo, spiega Pelosi, coinvolgendo i sindaci direttamente, sono loro che in maniera responsabile devono individuare una soluzione basandosi su tre semplici capisaldi: un servizio di gestione dei rifiuti che resti pubblico, che tuteli i lavoratori, e che garantisca standard di efficienza ed economicità. Abbiamo letto anche alcuni comunicati a tratti deliranti - rincara Pelosi - che lasciano il tempo che trovano e non si capisce bene a nome di chi parlino. Noi facciamo parte del Consiglio, ma ce ne dissociamo. Azioni utili solo ad alzare lo scontro con altre cariche isituzionali», ovvero il presidente della provicnia Buonopane.
Sull’aspetto politico, Pelosi, iscritto Pd, chiarisce: «La nostra non è una proposta contro, né contro il presidente D’Alessio né contro i partiti. Ad ogni modo prendiamo atto di una assenza della politica, che non ha saputo governare questo processo. Chi oggi rappresenta i partiti dovrebbe aiutare gli amministratori in un percorso virtuoso. Questo non c’è stato, sottolinea, ogni sindaco tra molte difficoltà è andato in assemblea votando in base a indicazioni e atti poco chiari. Occorrono decisioni sagge, chi di dovere se ne assuma la responsabilità» conclude Pelosi.
Fuori dai tecnicismi, il problema è plastico spiega Mercogliano: «Siamo di fronte a un disastro istituzionale lampante, generato prima con una mancanza di condivisione, poi da una brusca accelerazione. E per quanto ne dica D’Alessio il giudizio della Corte dei conti è tranchant: entro il 29 bisognava procedere con l’affidamento del servizio. Un caso diverso rispetto alla contestazione fatta ad Avellino, lì si parlava di documenti inviati errati, qui dell’impossibilità a costituire la società. Ci auguriamo che D’Alessio possa tornare sui suoi passi, un ravvedimento è doveroso. I tempi non hanno certo giocato a suo vantaggio, ammette Mercogliano, ma è difficile in queste condizioni immaginare tavoli di colloquio con i vari sindaci in questo clima di confusione. È necessaria una assunzione di responsabilità della politica, per questo chiediamo in primis la convoicazione di un consiglio d’ambito che revochi gli atti e proceda alla convocazione - spetta al sindaco di Avellino, ndr - di una nuova assemblea dei sindaci. Passaggio che andava compiuto mesi fa, non a poche ore dalla scadenza dei termini».