Assolto dall'accusa di violazione di domicilio: non fu un'intrusione
Il Tribunale di Avellino scagiona D.S. dall'accusa di essersi introdotto abusivamente in un cortile privato e di aver minacciato due donne.
il Tribunale di Avellino ha assolto con formula piena D.S., quarantaseienne di origini napoletane ma residente nel capoluogo irpino, dall'accusa di violazione di domicilio e minacce. I fatti contestati risalivano all'8 aprile 2022, quando l'uomo era stato accusato di essersi introdotto nel cortile di Palazzo Pastorelli, in via Beata Francesca, aggredendo verbalmente due donne presenti nell'area. L'assoluzione è giunta dopo un lungo iter processuale durato undici udienze, durante le quali la difesa ha smontato l'intero impianto accusatorio costruito inizialmente nei confronti dell'imputato.
La tesi difensiva sostenuta dall'avvocato Rolando Iorio ha dimostrato con estrema chiarezza come la presenza dell'uomo in quel luogo non fosse affatto illegittima, bensì giustificata da ragioni professionali. D.S. era stato infatti regolarmente incaricato dall'amministratore del condominio per effettuare un intervento tecnico di posizionamento di dissuasori per piccioni sul tetto dello stabile. Questa prova cruciale ha ribaltato la prospettiva del Pubblico Ministero, il quale, nonostante le giustificazioni fornite, aveva richiesto una condanna severa a un anno e due mesi di reclusione per il quarantaseienne.
Il dibattimento ha inoltre messo in luce l'assenza di certezze in merito alla natura privata del cortile, escludendo dunque la configurabilità del reato di violazione di domicilio. Le testimonianze raccolte hanno confermato che non vi fu alcuna condotta minacciosa da parte del lavoratore, il quale si era limitato a svolgere le proprie mansioni prima di essere coinvolto in una violenta discussione. La sentenza di assoluzione restituisce dignità all'uomo, mettendo fine a quello che la difesa ha definito un vero e proprio incubo giudiziario iniziato oltre quattro anni fa.
Mentre si chiude il capitolo penale per D.S., resta ancora aperto il procedimento parallelo che vede imputato un Sovrintendente Capo della Polizia di Stato coinvolto nella medesima vicenda. L'agente è accusato di lesioni personali e minaccia per aver colpito D.S. con una violenta testata al volto, causandogli la frattura del setto nasale con una prognosi di trenta giorni. In questo secondo processo, la vittima si è costituita parte civile sempre con l'assistenza dell'avvocato Iorio, in attesa della prossima udienza già fissata per il 28 maggio 2026.