Assolto da tutte le accuse Maglione Antonio: il fatto non sussiste.
Era stato condannato a 9 anni di reclusione dal Tribunale di Benevento, poiché riconosciuto colpevole dei reati di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore del casertano operante nel settore de...
Era stato condannato a 9 anni di reclusione dal Tribunale di Benevento, poiché riconosciuto colpevole dei reati di usura ed estorsione ai danni di un imprenditore del casertano operante nel settore della moda. Maglione Antonio, classe 1968, originario di Montesarchio (BN), dopo oltre 10 anni di processo, un annullamento in Cassazione ed un secondo giudizio di appello, ha finalmente vista riconosciuta la propria innocenza. Difeso dai penalisti Dario Vannetiello e Francesco Perone, il cinquantacinquenne originario di Montesarchio (BN), nel lontano 2012 era stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. La sentenza del Tribunale di Benevento, che lo aveva condannato a 9 anni di reclusione, era già stata parzialmente riformata dalla Corte di Appello di Napoli, che aveva ridotto la pena ad anni 7. Anche tale decisione è, tuttavia, caduta sotto la scure della Cassazione, che condividendo i motivi di ricorso degli avvocati Vannetiello e Perone ha annullato la sentenza di Appello e ordinato la celebrazione di un nuovo giudizio di secondo grado, fissando delle regole particolarmente stringenti per poter
giungere all’eventuale riconoscimento dei gravi reati ascritti all’imputato ed alle quali i Giudici dell’Appello avrebbero dovuto attenersi. Ieri, in sede di rinvio, al termine di una lunga camera di consiglio, la Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli ha assolto Maglione Antonio con formula piena, perché il fatto non sussiste.