Ascensione 2026: Mons. Spinillo chiama alla missione della gioia

Il Vescovo di Aversa invita i fedeli a immergere l’umanità nella grazia, trasformando l'incontro con Cristo in un annuncio di vita nuova.

A cura di Redazione
17 maggio 2026 12:25
Ascensione 2026: Mons. Spinillo chiama alla missione della gioia -
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Domenica 17 maggio 2026, la comunità cristiana celebra l'Ascensione del Signore, un momento che segna il passaggio dalla presenza terrena di Gesù alla missione universale della Chiesa. Monsignor Angelo Spinillo, commentando le Scritture di questa solennità, sottolinea come il ritorno al Padre non sia un distacco, ma il compimento di un progetto d'amore che ora passa nelle mani dei discepoli. Attraverso il dono dello Spirito Santo, ogni credente è chiamato a farsi testimone di una speranza che non conosce confini geografici o spirituali.

Secondo il presule, l'Ascensione rappresenta il vertice della missione di Cristo e, contemporaneamente, l'inizio di un nuovo impegno per l'umanità intera. Nel recitare il Credo, i fedeli riconoscono che Gesù siede alla destra del Padre quaranta giorni dopo la Pasqua, affidando ai suoi seguaci il compito di predicare il Vangelo. Questa missione non è un semplice dovere formale, ma un atto di immersione totale nella grazia divina, capace di rigenerare il cuore umano e di annunciare in modo definitivo l'avvento del Regno di Dio sulla terra.

Il cuore della riflessione di Mons. Spinillo si poggia sulla capacità trasformativa dello Spirito, che rende i discepoli idonei a condividere la vita nuova incontrata nel Risorto. Si tratta di un mandato intenso e gioioso, che non nasce da uno sforzo individuale ma dalla sovrabbondanza di un dono ricevuto. Il Vescovo evidenzia come l'annuncio cristiano sia essenzialmente la condivisione di un'esperienza che ha cambiato l'esistenza, portando la luce della risurrezione in ogni angolo del mondo e in ogni piega del vissuto quotidiano.

Infine, richiamando le parole dell'Apostolo Paolo, il Vescovo di Aversa invita a volgere lo sguardo verso il Cristo glorioso, la cui carità domina su ogni potenza terrena. La contemplazione di Gesù che siede alla destra del Padre non deve allontanare i fedeli dalle sfide del presente, ma rafforzare la fiducia nella sola forza capace di salvare davvero l'umanità. Confidare nella Sua carità significa riconoscere che il destino del mondo è custodito da un amore vittorioso, il quale sostiene la Chiesa nel suo cammino verso la pienezza del tempo.

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