Arte come Viaggio di Emancipazione alla Stazione di Avellino
Una mostra collettiva e un fitto programma di interventi per un laboratorio di riflessione sui diritti e sulla rappresentanza femminile.
La storica stazione ferroviaria di Avellino Scalo, oggi "Hub Enogastronomico", è tornata a pulsare di vita, ma questa volta i binari non hanno trasportato treni, bensì idee, arte e impegno civile. L’occasione è stata la mostra collettiva "Donne al binario - Viaggio interiore d'artista", un evento che ha saputo coniugare la memoria storica del quartiere Borgo Ferrovia con le urgenze della società contemporanea.
Organizzata dalle associazioni Insieme per Avellino e per l'Irpinia, Il Bucaneve ed EnterprisinGirls, l'iniziativa ha trasformato lo scalo in un luogo di resistenza culturale.
Il percorso artistico: un binario tra anima e società
La mostra, curata dalla storica dell’arte Emanuela Conforti, ha ospitato le opere di quindici artisti (da Marcella Emma Acone a Dorotea Virtuoso), offrendo uno spaccato eterogeneo sulla dimensione interiore della donna.
"Il binario — ha spiegato la curatrice — rappresenta metaforicamente un percorso di partenza e trasformazione, specchio del cammino storico, spesso faticoso, verso l'emancipazione."
I numeri della disparità: la politica è ancora un "affare per uomini"
Oltre l'estetica, l'evento ha offerto un'analisi cruda della realtà territoriale. Mimma Lomazzo, Consigliera regionale di parità, ha scattato una fotografia impietosa della rappresentanza politica in Campania:
Sindaci: 488 uomini contro sole 33 donne.
Consigli Comunali: Gli uomini occupano il 72,1% dei seggi.
Dati che confermano come, a ottant'anni dal primo voto femminile, la parità nelle istituzioni resti un traguardo lontano, rendendo ancora necessario l'uso di correttivi come le "quote rosa".
Diritti, lavoro e violenza: le sfide aperte
Il dibattito ha toccato i pilastri della libertà femminile. Francesca Vitelli (EnterprisinGirls) ha rilanciato il valore del talento femminile come motore economico, mentre la giornalista Rosa Bianco ha ripercorso le tappe legislative fondamentali, come la Legge 66 del 1996 che ha finalmente riconosciuto la violenza sessuale come reato contro la persona e non più contro la "pubblica morale".
Non è mancato il focus sulla tutela giuridica con l'avvocata Lucia Perri, che ha analizzato le criticità del percorso di denuncia, e il contributo accademico dell’Università di Salerno (con Giulia Perfetto e Antonio Tucci) sul ruolo della letteratura e delle politiche attive nel contrasto alla violenza di genere.
Cultura e Territorio: un legame indissolubile
L’evento è stato arricchito da un reading poetico coordinato da Maria Ronca e dalla consegna di un riconoscimento a Elvira Napoletano (Avellino per il mondo) per il suo impegno sociale.
La partecipazione di numerose realtà associative (Amdos, Comunità Laudato Si’, Equilibri e In loco motivi) ha dimostrato che il tema dei diritti non è una questione isolata, ma un sentire comune che attraversa tutto il tessuto sociale irpino.
In una giornata dove il passato ferroviario ha incontrato il futuro dei diritti, il messaggio uscito da Avellino Scalo è chiaro: il viaggio verso l'equità è iniziato, ma la strada — proprio come quei binari — richiede ancora impegno, manutenzione costante e, soprattutto, il coraggio di non fermarsi alla prossima stazione.