Archivio di Stato di Napoli, oltre 600mila euro di danno erariale

Le verifiche della Corte dei Conti nel quadriennio 2021-2024: contestate concessioni gratuite o a prezzi ritenuti incongrui per eventi privati e commerciali. Notificato un invito a fornire deduzioni all’ex vertice dell’Archivio.

10 settembre 2026 12:06
Archivio di Stato di Napoli, oltre 600mila euro di danno erariale -
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Oltre 600mila euro di presunto danno erariale per la gestione degli spazi monumentali dell’Archivio di Stato di Napoli. È quanto emerso al termine di una complessa attività di verifica condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli, in collaborazione con i funzionari della Direzione Generale Archivi del Ministero della Cultura e sotto il coordinamento della Procura Regionale per la Campania presso la Corte dei Conti.

L’indagine ha preso le mosse dalle notizie diffuse nel dicembre 2024, diventate rapidamente virali, relative a una sontuosa festa di nozze organizzata all’interno delle storiche sale dell’Archivio di Stato. L’evento aveva suscitato particolare clamore per la presenza di un dj set, musica ad alto volume e macchine del fumo, elementi ritenuti potenzialmente incompatibili con le esigenze di tutela e conservazione del patrimonio archivistico e artistico custodito nel complesso.

I successivi sopralluoghi effettuati dagli organi ministeriali competenti, tuttavia, non avrebbero evidenziato danni al patrimonio.

Proprio quell’episodio avrebbe spinto la magistratura contabile ad avviare un approfondimento più ampio sulla gestione degli spazi dell’istituto, estendendo gli accertamenti a tutti gli eventi ospitati nel quadriennio compreso tra il 2021 e il 2024.

Dalle verifiche sarebbero emerse ripetute irregolarità nella concessione degli spazi, con modalità che, secondo l’ipotesi investigativa, non sarebbero risultate conformi alla normativa di settore né ai tariffari ministeriali e dell’istituto.

In particolare, gli spazi monumentali sarebbero stati concessi gratuitamente oppure a fronte di corrispettivi ritenuti incongrui per numerose iniziative di carattere commerciale, lucrativo o privato. Tra gli eventi finiti sotto la lente degli investigatori figurano, secondo quanto ricostruito, sfilate di moda, riprese per produzioni televisive e cinematografiche, meeting aziendali e congressi.

Secondo l’accusa contabile, tali concessioni sarebbero state autorizzate dalla direzione dell’Archivio senza il rispetto dei requisiti previsti dalle tariffe e senza una piena coerenza con le finalità istituzionali dell’ente.

Al termine dell’istruttoria, la Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti avrebbe quindi quantificato in oltre 600mila euro il presunto danno erariale, corrispondente ai mancati introiti che, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbero dovuti affluire alle casse dello Stato.

Nell’ambito del procedimento è stato notificato un invito a fornire deduzioni all’allora vertice dirigenziale dell’Archivio di Stato di Napoli. L’interessato avrà 45 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni e chiarire la propria posizione rispetto agli addebiti contestati.

La vicenda, tuttavia, è ancora nella fase istruttoria. L’invito a fornire deduzioni rappresenta un atto provvisorio e le contestazioni formulate dalla Procura contabile non equivalgono a una sentenza né a una condanna definitiva.

Ogni eventuale responsabilità dovrà pertanto essere accertata nelle successive fasi del procedimento, nel pieno rispetto del diritto di difesa e del principio di presunzione di non colpevolezza.

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