Apice. Domani l’ultimo saluto a Gianni Licciardi
Giovedì i funerali del 65enne. Con l’addio a Gianni si chiude il capitolo delle esequie, ma restano aperte le domande sulla tragedia
Arriva il momento dell'ultimo saluto a Gianni Licciardi. A otto giorni dalla tragedia che ha sconvolto Apice, il manifesto funebre restituisce alla comunità il volto privato di una vicenda che, dal primo settembre, è diventata una delle pagine più drammatiche della storia recente del paese.
Gianni Licciardi, 65 anni, sarà accompagnato nel suo ultimo viaggio giovedì 10 settembre alle 11.30, nella Parrocchia di Apice.
Nel manifesto, però, non c'è la tragedia. Ci sono una moglie, Claudia, i figli Enzo e Marco, le nuore Filomena ed Emanuela, i nipoti Giancarlo, Giacomo e Claudia e tutti gli altri familiari. E soprattutto c'è una frase: “Ha lasciato questa vita, dopo averla tanto amata”.
È il lato più doloroso e intimo di una storia che, sul piano pubblico, resta invece segnata da interrogativi ancora profondi.
Il dolore e le domande
La morte di Gianni arriva dentro quella che gli investigatori hanno ricostruito come una sequenza di duplice omicidio e suicidio: Gianni avrebbe ucciso i fratelli Franco e Donato all'interno e all'esterno della struttura di famiglia, prima di togliersi la vita. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Benevento e, già nelle prime ore, l'attenzione si è concentrata sui rapporti tra i tre fratelli e sulla gestione dell'attività.
Ma proprio adesso che arrivano i funerali, il dolore non cancella le domande.
Che cosa è realmente accaduto nei rapporti tra i tre fratelli? Quanto erano profondi i contrasti emersi sulla gestione dell'attività? E soprattutto, come è stato possibile che una discussione, qualunque ne sia stata l'origine, precipitasse in una violenza tanto estrema?
Sono interrogativi ai quali dovranno rispondere gli accertamenti investigativi, attraverso le testimonianze raccolte, le immagini delle telecamere e tutti gli elementi acquisiti dagli inquirenti. Le prime ricostruzioni hanno parlato di rapporti deteriorati e di divergenze sul futuro della struttura, ma il quadro complessivo dovrà essere ricostruito con la necessaria cautela.
E c'è poi una domanda più grande, forse quella alla quale sarà più difficile dare una risposta: come si arriva a un punto di non ritorno?
È questa la parte della tragedia che nessun funerale può chiudere.
Il cerchio dei funerali
Con le esequie di Gianni si completa il percorso degli ultimi saluti ai tre fratelli Licciardi. Prima il dolore, poi il silenzio, ora le preghiere e l'accompagnamento dei familiari.
Apice si ritrova così a fare i conti con una ferita ancora aperta. Una comunità che conosceva i tre fratelli per la loro attività, per il ristorante, per gli eventi e per una presenza imprenditoriale che aveva accompagnato la vita del paese per decenni. La tragedia ha trasformato improvvisamente quel luogo di lavoro e di convivialità nel teatro di una vicenda che ancora oggi appare difficile da comprendere.
Ora i funerali chiudono il cerchio del lutto, ma non quello della storia.
Quello giudiziario resta aperto. E insieme resta aperta la domanda sul perché tre fratelli, legati da una vita familiare e professionale condivisa, siano arrivati a un epilogo così terribile.
Le esequie potranno dare un ultimo saluto a Gianni. Le risposte, invece, dovranno arrivare dagli accertamenti e dal tempo necessario a ricostruire ogni passaggio di quella mattina del primo settembre.
E forse, per ora, è proprio nel silenzio e nel rispetto che Apice può trovare il modo di accompagnare una famiglia ancora dentro un dolore difficile persino da raccontare.