Aria di Airola dopo l'incendio: cosa hanno scoperto i monitoraggi

Dopo il rogo, l’ARPAC ha monitorato l’aria ad Airola: picchi di polveri e benzene il 3 e tra il 5 e il 6 settembre, poi il netto calo.

09 settembre 2026 19:59
Aria di Airola dopo l'incendio: cosa hanno scoperto i monitoraggi -
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Il 31 agosto 2026 un grande incendio è scoppiato nella zona industriale di Airola, in provincia di Benevento. Per capire in che condizioni fosse l'aria dopo il rogo, l'ARPAC — l'agenzia campana che controlla la qualità dell'ambiente — ha piazzato a pochi passi dall'area un laboratorio mobile, cioè un furgone-ambulatorio pieno di strumenti che misura l'aria in modo continuo, ora per ora. Il 7 settembre ha pubblicato una prima analisi dei dati. Ecco cosa dice, spiegato semplice.

Cosa è stato misurato

I sensori hanno controllato ogni ora le sostanze più importanti da tenere d'occhio dopo un incendio: le polveri sottili (quelle polveri microscopiche che si inalano e vanno dritte ai polmoni), il benzene (una sostanza chimica presente nei fumi di combustione), il monossido di carbonio (un gas velenoso) e altri gas come l'azoto e lo zolfo.

Il giorno peggiore: 3 settembre

Tra le 16 e le 19 del pomeriggio del 3 settembre i livelli di quasi tutto sono saliti in modo rapido e deciso:

  • le polveri sottili hanno toccato 401 microgrammi al metro cubo (un valore molto alto);

  • il benzene è arrivato a 36 microgrammi;

  • sono saliti insieme anche gli altri gas.

Per gli esperti questo è un indizio preciso: quando queste sostanze crescono tutte insieme, significa che c'era qualcosa che stava bruciando nella zona.

Ancora due giorni di tensione: 5 e 6 settembre

Dal mattino del 5 settembre i valori sono tornati a salire e sono rimasti alti fino alla notte. Il momento più delicato è stato l'una di notte tra il 5 e il 6: benzene a 37, polveri sottili a 170, monossido di carbonio in aumento. Poi, dalla mattina del 6, tutto ha cominciato a scendere.

Il 7 settembre: finalmente respiro

Il giorno 7 le misurazioni sono tornate su livelli bassi, simili a quelli normali delle altre zone monitorate. Segno che la situazione si è sostanzialmente risolta.

E i limiti di legge?

Il limite giornaliero per le polveri sottili è di 50 microgrammi. In tutti questi giorni è stato superato una sola volta, il 5 settembre (70 microgrammi di media giornaliera). Per gli altri inquinanti non si sono registrati superamenti delle soglie di allerta.

Perché i comuni vicini non hanno visto nulla

Le stazioni fisse della rete di controllo più vicine distano da Airola dai 13 ai 23 chilometri. Nessuna di queste ha registrato aumenti paragonabili. Tradotto: l'inquinamento c'è stato davvero, ma è rimasto concentrato nell'area dell'incendio, senza allargarsi in modo significativo alle zone circostanti.

In sintesi

L'analisi dell'ARPAC racconta una storia chiara:

  • l'episodio più forte è stato il 3 settembre;

  • una seconda ondata c'è stata tra il 5 e il 6;

  • dal 6–7 settembre la situazione è migliorata in modo netto;

  • gli inquinanti rilevati — polveri, benzene, gas di combustione — fanno pensare a braci ancora attive, materiale che ha ripreso a bruciare o polveri risollevate dal terreno dopo l'incendio;

  • l'impatto si è fermato ad Airola e dintorni: sulle aree più lontane non ci sono stati effetti rilevabili.

Il monitoraggio continua: il laboratorio mobile resta sul posto e le analisi resteranno aggiornate.

Fonte: "Analisi preliminare dati di qualità dell'aria misurati dal laboratorio mobile LM01 installato ad Airola", ARPAC, settembre 2026.

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