"Aprite le porte a Cristo": Il Testamento di Salvatore Ricci

Un'esortazione toccante a accogliere la luce di Cristo nella nostra vita, scritta da Salvatore Ricci e ricordata oggi da Fernando Perrotta.

19 marzo 2026 13:38
"Aprite le porte a Cristo": Il Testamento di Salvatore Ricci -
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Un ricordo di un Soldato di Cristo, Salvatore Ricci, che è dipartito da 10 anni, figlio di Cervinara e adottivo a Montemiletto negli ultimi anni della sua vita. Una persona di grande umanità e molto legato al Signore al quale apriva sempre le porte ogni giorno e momenti difficili della sua vita a Cristo.

Simbolo di umanità e sobrio ed anche ironico quando ci voleva, aperto alle persone bisognose e pregava in silenzio. Lo voglio sempre ricordare con affetto e trasmetterlo ai posteri come esempio di grande umanità.

Un giorno nella vicinanza della Santa Pasqua scrisse un qualcosa che pioveva dal suo immenso cuore:

«Aprite le porte a Cristo!»

di SALVATORE RICCI (Uomo di grande testimonianza di Fede)

Immaginiamo una fredda giornata d’inverno. Fredda, ma splendida giornata di sole. Senza nuvole, aria limpida, pulita. Immaginiamo di stare in casa al buio con tutte le finestre chiuse: non entra un filo di luce.

Non possiamo orientarci. Siamo costretti a rimanere immobili. Fuori c’è il sole che illumina, che riscalda. Allora proviamo ad aprire la finestra di una stanza; comincia ad entrare la luce e il calore del sole, ora è possibile muovere i primi passi, almeno in quella stanza.

Man mano apriamo tutte le finestre. Finalmente tutte le stanze sono illuminate e riscaldate; possiamo liberamente circolare per la casa senza sbattere contro i muri i mobili o gli oggetti. Ora, come si vede, fuori il sole c’è, ma decidiamo noi se utilizzare, e nella misura in cui desideriamo, la sua luce e il suo calore.

Così Gesù.

Lui c’è, aspetta solo di essere invitato a far parte della nostra vita. Solo noi possiamo decidere di aprire le finestre, per fare entrare la luce del sole, così come solo noi possiamo decidere di aprire le porte a Cristo, vera Luce, affinché possa entrare nella nostra vita per guidarci ed illuminarci, con la luce del suo volto, con il fuoco del suo amore. Cristo bussa continuamente alla porta del nostro cuore, perché vuol trovare in esso una casa dove poter nascere, crescere e svilupparsi per diventare nostro compagno di viaggio, nostro amico, nostro fratello, nostra guida, nel difficile cammino della vita, così che a nostra volta noi possiamo diventare per gli altri compagni di viaggio, amici, fratelli e guide.

Non affanniamoci, dunque, nella rincorsa quotidiana di quelle cose materiali che possono darci la felicità solo per un momento. Ricerchiamo piuttosto la gioia; quella che san Francesco chiamava la perfetta letizia, disponendoci docili alla volontà di Cristo, anche quando questa può sembrarci incomprensibile e dura.

E, allora, facciamo nostro l’accorato appello col quale il 22 ottobre 1978 Giovanni Paolo II iniziò il suo pontificato:

“Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! … Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l’uomo. Solo lui sa. Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo.

E’ invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione. Permettete quindi - vi prego, vi imploro con umiltà e fiducia - permettete a Cristo di parlare all’uomo. Solo lui ha parole di vita.

Sì! Di vita eterna”.

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