Alluvione Sarno, 28 anni dopo: i geologi chiedono prevenzione strutturale
A quasi tre decenni dalla frana che sconvolse la Campania, l’Ordine professionale sollecita interventi concreti oltre la memoria rituale.
In occasione del ventottesimo anniversario della tragedia che il 5 maggio 1998 travolse i comuni di Sarno, Quindici, Siano e San Felice a Cancello, il presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Lorenzo Benedetto, ha diffuso una nota ufficiale per commemorare le 161 vittime e richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità. Il messaggio sottolinea come la ricorrenza debba trasformarsi in un impegno politico e tecnico costante per la messa in sicurezza del territorio regionale, ancora fortemente esposto a criticità ambientali.
Il monito di Benedetto evidenzia che la memoria collettiva non può restare un esercizio fine a se stesso ma deve tradursi in una pianificazione urbanistica responsabile e consapevole. Secondo il presidente, la gestione del rischio idrogeologico richiede un superamento definitivo della logica emergenziale attraverso investimenti strutturali e una manutenzione costante che tuteli l'incolumità dei cittadini. In questo contesto, l'integrazione sistematica delle competenze geologiche nei processi decisionali diventa il pilastro fondamentale per garantire una prevenzione efficace e duratura nel tempo.
Per raggiungere standard di sicurezza adeguati, risulta necessario adottare un approccio multidisciplinare che valorizzi la conoscenza approfondita del suolo attraverso studi aggiornati e l'impiego di tecnologie di monitoraggio innovative. La sinergia tra enti locali, professionisti del settore e comunità residenti rappresenta il solo strumento capace di generare una reale cultura della prevenzione, capace di anticipare i fenomeni distruttivi piuttosto che limitarsi a gestirne le conseguenze più drammatiche.
In conclusione, la visione dei geologi campani punta sulla creazione di un presidio territoriale continuo e strutturato che vada oltre la semplice analisi dei dati tecnici. La sicurezza del territorio deve essere percepita dalla politica e dalla società civile non come un onere economico gravoso, ma come un investimento imprescindibile per il futuro. Proteggere l'ambiente e le infrastrutture significa infatti garantire la stabilità sociale ed economica di un'intera regione che non può più permettersi di piangere altre vite umane.