Alesse (ADM): “Per il gioco necessaria una riforma, ci sono due punti critici”

Il nuovo Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è Roberto Alesse, manager di primissimo piano nel panorama nazionale. Alesse ha fatto il punto su una situazione delicata come quella del gi...

23 agosto 2023 10:57
Alesse (ADM): “Per il gioco necessaria una riforma, ci sono due punti critici” -
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Il nuovo Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è Roberto Alesse, manager di primissimo piano nel panorama nazionale. Alesse ha fatto il punto su una situazione delicata come quella del gioco, in una recente intervista. I punti salienti di quanto dichiarato dal numero uno dell’ADM sono stati commentati dagli esperti di CasinoSicuro: “Un settore che tocca i 136 miliardi di spesa merita l’attenzione del caso. Anche perché a beneficiarne è soprattutto l’Erario, dato che nel 2022 sono stati versati circa 11 miliardi” – dicono, riprendendo quanto asserito da Alesse. Un trend in crescita rispetto agli anni di magra della pandemia. Per Alesse il gioco ha un valore socioeconomico importante: “A buona ragione – sottolineano da CasinoSicuro – perché anche in termini di occupazione la filiera assicura lavoro regolare a migliaia di persone. Certo ci sono dei problemi a cui ha fatto cenno il Direttore. Quelli vanno risolti quanto prima”.

A quali problemi si fa riferimento? Il primo, forse più grave è quello della ludopatia, fenomeno che vede coinvolti 1,3 milioni di italiani, di cui solo il 10% in cura. Come si previene la ludopatia? Per Alesse non ci sono dubbi: un controllo maggiore, con figure tecniche appositamente pensate. In primis la figura di un’agente in incognito che abbia il compito di simulare gli acquisti online nei siti soggetti a controllo, acquisendo poi valide prove per supportare provvedimenti inibitori.

Per il numero uno dell’ADM la riforma del settore è necessaria: “Si tratta di un momento decisivo, questo: la riforma è urgente come ha sottolineato il direttore Alesse. Anzitutto per trovare una quadra circa gli adempimenti a cui sono tenuti concessionari ed operatori di settore, unici baluardi contro il gioco illegale, oggi un business da 20 miliardi di euro” – sottolineano ancora da Casino Sicuro. Necessaria sempre più una visuale europea in questo caso specifico: l’Italia già collabora con i principali enti europei ed internazionali e partecipa ai gruppi di lavoro del Consiglio dell’Unione Europea oltre che con l’OLAF, l’Ufficio Europeo per la lotta antifrode, partnership che garantiscono maggiori sicurezze agli utenti.

Perché il settore del gioco italiano ha questa necessità: cambiare le carte in tavola per competere con quello europeo: “Alesse lo sa – sottolineano ancora da CasinoSicuro – ci sono almeno due punti critici da risolvere. Il primo riguarda la scarsa trasparenza della macchina amministrativa; il secondo invece la maggior copertura per prevenire la corruzione”.

La certezza è una: a pagare sono gli operatori del circuito legale e subito dietro di loro i giocatori, vittime spesso inconsapevoli di un sistema che finisce per schiacciarli.

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