Airola, mobilitazione per il CSM: parte la raccolta firme popolare
Le associazioni Rete Sociale e Salute ed Ambiente lanciano una petizione per riportare il servizio sanitario nel comprensorio caudino.
La protesta contro la chiusura del Centro di Salute Mentale di Airola e il suo discusso trasferimento a Puglianello entra oggi in una fase operativa cruciale. Le associazioni Rete Sociale e Salute ed Ambiente hanno ufficialmente avviato una mobilitazione di massa per esercitare pressione democratica e legale sull’ASL e sulle istituzioni locali. L’iniziativa nasce dall’esigenza impellente di garantire la continuità assistenziale ai pazienti e alle famiglie del territorio, evitando che le oggettive difficoltà logistiche portino a una rinuncia forzata alle cure psichiatriche essenziali.
La strategia dei promotori si muove su un doppio binario che unisce l'iter formale alla sollevazione dell'opinione pubblica per ottenere risultati immediati. Per dare valore istituzionale alla proposta da presentare al Comune di Airola è necessario raccogliere almeno cento firme di residenti, ma parallelamente la petizione è stata estesa a tutti i cittadini della Valle Caudina e Telesina. Secondo i portavoce, ogni singola sottoscrizione rappresenta un segnale politico forte contro la scelta di spostare un servizio così delicato a trenta chilometri di distanza, ignorando le fragilità strutturali degli utenti.
Per facilitare la partecipazione sono stati attivati i primi punti di raccolta definiti significativamente presidi di civiltà, distribuiti in luoghi strategici della zona. Ad Airola è possibile firmare presso la palestra Body Planet in via Sorlati e al centro Il Raggio di Sole in via Lavatoio, mentre un punto informativo è stato stabilito simbolicamente proprio a Puglianello, presso l'attuale sede provvisoria. Il comitato ha inoltre rivolto un appello accorato alla rete commerciale e associativa locale affinché nuovi negozi e uffici si rendano disponibili a ospitare i moduli della raccolta.
La finalità ultima della mobilitazione è spingere le autorità competenti verso la soluzione proposta dal Comune di Bucciano, che ha già messo a disposizione locali idonei e pronti all'uso. Questa opzione viene considerata dai cittadini molto più concreta e dignitosa rispetto all'ipotesi di una navetta temporanea, giudicata un semplice palliativo in attesa di una riapertura ad Airola prevista non prima dell'estate. La battaglia per il diritto alla salute mentale sul territorio caudino prosegue dunque con determinazione, lasciando ora la parola definitiva alla risposta dei residenti.