Airola, la Procura: «Il sequestro non fermerà gli interventi»

La Procura della Repubblica di Benevento rassicura cittadini, associazioni e comitati: indagini in corso per accertare eventuali responsabilità penali, ma monitoraggio, gestione dei rifiuti e messa in sicurezza potranno proseguire senza ritardi

10 settembre 2026 16:39
Airola, la Procura: «Il sequestro non fermerà gli interventi» -
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Restano alta l’attenzione e la preoccupazione per le conseguenze dell’incendio che ha duramente colpito l’area industriale di Airola, provocando allarme nella popolazione e forte apprensione tra associazioni e comitati del territorio. Sulla vicenda interviene la Procura della Repubblica di Benevento, che assicura il massimo impegno per fare piena luce sull’accaduto.

«Questa Procura comprende e condivide fino in fondo le apprensioni della comunità», viene sottolineato, ribadendo che sono state immediatamente avviate indagini approfondite per verificare l’eventuale sussistenza di responsabilità penali.

L’attività investigativa, spiegano dalla Procura, è per sua natura coperta da segreto e si preannuncia non breve, considerata la necessità di acquisire tutti i necessari riscontri tecnici e normativi.

Nel frattempo, nell’ambito degli atti cautelari adottati, è stato disposto il sequestro dell’area interessata dall’incendio. Un provvedimento che, precisa l’ufficio giudiziario, non deve però essere interpretato come un ostacolo agli interventi urgenti sul sito.

La Procura chiarisce infatti la natura dei propri poteri nella fase investigativa e processuale: l’attività della magistratura penale è finalizzata all’accertamento di eventuali responsabilità penali e non comprende il potere di imporre direttamente l’esecuzione di opere o interventi di messa in sicurezza.

In un’area sottoposta a sequestro, dunque, l’Autorità giudiziaria può autorizzare le operazioni richieste dai titolari del sito o da altri soggetti eventualmente chiamati a intervenire. Una procedura necessaria per conciliare le esigenze dell’indagine con la tutela dell’ambiente e della collettività.

L’obiettivo, viene ribadito, è evitare che il sequestro possa trasformarsi in un ulteriore fattore di rischio, impedendo o rallentando interventi urgenti e indifferibili.

La Procura rassicura pertanto la cittadinanza, le associazioni e i comitati territoriali: il sequestro giudiziario non ritarderà le iniziative necessarie per affrontare l’emergenza.

L’attività investigativa, viene assicurato, non condizionerà il monitoraggio dell’area, la gestione dei rifiuti residui né le operazioni finalizzate alla definitiva messa in sicurezza del sito e delle zone circostanti. Per tutte queste attività, la Procura garantisce «la massima e immediata collaborazione» nell’esame e nell’autorizzazione delle richieste che saranno presentate.

Infine, l’Ufficio giudiziario rivolge un preciso appello ai soggetti titolati a intervenire, auspicando che si attivino «con la massima tempestività» per affrontare e risolvere ogni criticità ancora presente sul territorio.

Sul fronte giudiziario, dunque, le indagini proseguiranno per accertare cause e responsabilità dell’incendio, mentre sul piano della sicurezza ambientale la parola passa agli enti e ai soggetti competenti, chiamati ad agire senza indugio.

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