Airola, il polo produttivo resta al palo: l'allarme della Cgil al Senato
Investimenti al palo e ammortizzatori bloccati: la Cgil lancia l'allarme al Senato sulla tenuta occupazionale di Acerra, Airola e Marcianise.
A Roma, durante un'audizione presso la nona Commissione del Senato presieduta da Luca De Carlo, il segretario della Cgil Napoli e Campania Raffaele Paudice ha fotografato la drammatica situazione delle aree di crisi industriale complessa della regione. Nonostante le potenzialità infrastrutturali, 348 lavoratori restano intrappolati in un sistema di sussidi che non favorisce il reinserimento, mentre il territorio continua a subire chiusure aziendali anziché accogliere nuovi investimenti produttivi.
Il quadro delineato dal sindacato evidenzia un paradosso normativo che penalizza attivamente chi cerca di rientrare nel mondo del lavoro. Secondo Paudice, l'attuale legge sugli ammortizzatori in deroga impedisce ai beneficiari di accettare opportunità occupazionali temporanee, poiché il rischio concreto è la perdita definitiva del sostegno economico. Questa rigidità trasforma uno strumento di protezione in una gabbia dorata che cristallizza la disoccupazione in territori già fragili, impedendo quel dinamismo necessario per far ripartire l'economia locale in un momento di profonda incertezza.
L'analisi si sposta poi sull'inefficacia dello strumento delle aree complesse che, pur essendo stato fortemente voluto dalle parti sociali, si è ridotto a una mera erogazione di incentivi economici senza una reale visione strategica. La mancanza di una cabina di regia nazionale sulle politiche industriali ha impedito di sfruttare asset strategici come l'alta velocità ferroviaria di Afragola o la linea Napoli-Bari. Invece di assistere a una rinascita, i poli di Acerra e Marcianise hanno registrato la cessazione di attività storiche, lasciando nel limbo occupazionale centinaia di persone, tra cui gli ex addetti della Montefibre.
La panoramica industriale tocca anche realtà specifiche come l'Adler Aeronautica di Airola, che attualmente non mostra segnali di espansione, e i tentativi ancora incerti di riconversione green nel Casertano. A Marcianise si guarda con speranza al settore delle energie rinnovabili e della produzione di batterie per l'automotive, ma i progetti faticano a tradursi in una reale inversione di tendenza. Senza investimenti massicci e una pianificazione che guardi alle tecnologie ambientali come volano di crescita, il rischio è che queste aree rimangano zone d'ombra nel panorama produttivo nazionale.
Infine, resta aperta la ferita profonda delle bonifiche ambientali in territori martoriati da decenni di industrializzazione pesante e sversamenti illeciti. Paudice ha sottolineato come il rilancio economico non possa prescindere dal risanamento del suolo, un passaggio obbligato per restituire dignità e sicurezza ai lavoratori e ai cittadini. La sfida per il futuro immediato resta dunque quella di trasformare un sussidio passivo in una politica attiva del lavoro, integrando la tutela dei redditi con una seria strategia di sviluppo industriale e ambientale.