Addio a Ernesto Valente
Carissimo zio, il tuo attraversamento subitaneo e inaspettato ci ha gettato nel profondo sconforto.hai lasciato questa valle di lacrime la domenica delle palme, una ricorrenza che ricorda l’ingresso d...
Carissimo zio, il tuo attraversamento subitaneo e inaspettato ci ha gettato nel profondo sconforto.hai lasciato questa valle di lacrime la domenica delle palme, una ricorrenza che ricorda l’ingresso di gesu’ nella citta’ di gerusalemme. Con la dipartita, con il ritorno al padre celeste, e’ la giovinezza che se ne va, e’ il primo periodo della nostra esistenza su cui cala il sipario della vita terrena. Non e’ un luogo comune, ne’ di circostanza, dire che sei stato un uomo esemplare. Hai messo la tua vita completamente a disposizione di dio e delle persone che, riconoscenti, ti hanno ripagato con infinito affetto. Il tuo ricordo e’ indelebile cosi’ come l’insegnamento che hai saputo darci con il tuo quotidiano comportamento, con la straordinaria energia nel prodigarti per i tuoi adorati figli delia e andrea, la tua dolce, affettuosa e provvida moglie nunzia e tutti i tuoi diletti familiari. Sei stato sempre una pasta d’uomo, autentico, semplice, conversatore pirotecnico dall’aria leggera e scherzosa, costituendo per tutti noi un sicuro e felice punto di riferimento familiare e sociale. Infaticabile maestro coiffeur in inghilterra, in illo tempore, e infaticabile, irreprensibile e abilissimo tecnico specializzato per il traffico aereo,interprete e traduttore presso l’aeroporto militare di napoli per circa 17 anni. Non potro’ mai dimenticare le lunghe giornate trascorse insieme durante la nostra infanzia, quando eravamo costretti a sopportare sacrifici, privazioni e stenti. Non ci hai fatto mai mancare il tuo sorriso sempre accattivante ed esilarante, malgrado le tue ultime sofferenze fisiche dovute a seri problemi cardiaci. Eri un galantuomo e un gentleman che non se ne“fabbricano piu’. Mi consola il pensiero che ora hai raggiunto il tuo caro papa’ andrea e la tua amata mamma elena che, per un destino beffardo e crudele ,volo’ in cielo nel fiore degli anni,lasciandoti, ancora tenera pianticella, nel piu’ acuto dolore e sgomento. Voglio dirti -toto corde- grazie per la tua generosita’ ed il bene che mi hai fatto e che mi hai voluto durante la nostra lunga permanenza in inghilterra. Il signore ti apra le porte del suo regno e ti faccia godere della luce che deriva dalla sua vita senza fine. Ti saluto, mio caro zio ernestino, con il viatico del cardinale crescenzio sepe, arcivescovo emerito di napoli: “a maronna t’accumpagna”. Accogli il mio accorato abbraccio, di quelli dove il silenzio parla piu’ delle parole.
Sit tibi terra levis, come diceva meleagro, il filosofo e poeta greco antico.
Che la terra ti sia lieve.
Affettuosamente, tuo nipote Franco Petraglia