Accusato di maltrattamenti in famiglia, stalching aggravato e lesioni aggravate: condannato.

E’ stato discusso il rito abbreviato dinanzi al G.u.p. di Torre Annunziata Dott.ssa Crasta a carico di Arturo Martinelli, 44 anni, alias “Scarface”, per i reati di Maltrattamenti in famiglia, con l’ag...

31 maggio 2024 09:27
Accusato di maltrattamenti in famiglia, stalching aggravato e lesioni aggravate: condannato. -
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E’ stato discusso il rito abbreviato dinanzi al G.u.p. di Torre Annunziata Dott.ssa Crasta a carico di Arturo Martinelli, 44 anni, alias “Scarface”, per i reati di Maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante di averli commessi dinanzi ai minori; di atti persecutori aggravati e plurimi; di lesioni aggravate, in continuazione, in relazione alle aggravanti speciali (576-577 cp), ed è stato condannato alla pena di anni 2 e mesi 2 di reclusione, tenuto conto dello sconto di pena prevista per la scelta del rito abbreviato. Il P.M. aveva chiesto 4 anni di reclusione. E’ l’esito delle discussioni, della lunga requisitoria del pm, della discussione della parte offesa e dell’arringa fiume della Difesa dell’imputato. Come si ricorderà il Martinelli, alias “Scarface”, per il tramite del precedente Difensore aveva chiesto il patteggiamento, rigettato dal primo gip/gup, per il qual motivo poi aveva chiesto ed ottenuto la definizione del giudizio secondo le forme del giudizio abbreviato, chiesto ed ottenuto dal suo nuovo legale, avvocato Massimo Viscusi, penalista del Foro di Benevento. Dagli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico, cui era finito in data 7 novembre, gli era stata revocata la misura cautelare degli arresti domiciliari con la misura più afflittiva della reclusione intramuraria presso il carcere di Poggioreale, in data 22 aprile 2024, data in cui aveva nominato il nuovo legale. L’indagine, scaturita dal c.d. “Codice Rosso” e condotta dai Carabinieri di Torre Annunziata, e’ stata meticolosa e minuziosa, che ha addirittura portato “all’attenzione” del giudicante una querela sporta sempre dalla vittima nell’ottobre 2012, finita pero’ nel “calderone” della macchina della giustizia.

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