Abusi edilizi, assolti
L’esito non era affatto scontato, in quanto l’accusa, poi materializzatosi in un processo, riguardava l’edificazione di un manufatto abusivo realizzato in difformità del permesso di costruire e senza...
L’esito non era affatto scontato, in quanto l’accusa, poi materializzatosi in un processo, riguardava l’edificazione di un manufatto abusivo realizzato in difformità del permesso di costruire e senza le necessarie autorizzazioni prescritte dalla legge per essere l’area sui cui ricadeva l’edificio sottoposta a vincolo paesistico. La vicenda ha visto coinvolti una cittadina beneventana, in qualità di proprietaria e committente, e un architetto sannita, in qualità di direttori dei lavori, entrambi difesi dall’Avvocato Michele Florimo. In primo grado il Tribunale di Benevento, accogliendo parzialmente gli argomenti posti a base della richiesta di assoluzione del difensore, aveva mandato assolti gli imputati dal capo di imputazione relativo al mancato rispetto del vincolo paesistico per insussistenza del fatto, ma li aveva dichiarati colpevoli per il reato di costruzione in difformità del permesso di costruire e condannati alla pena di mesi tre di arresto ed euro 10.000 di ammenda ciascuno e pagamento delle spese processuali, con concessione del beneficio della sospensione condizionale subordinata all’effettiva demolizione delle opere abusive.
Come si accennava in apertura, nei processi per abusi edilizi l’esito più frequente non è quello dell’assoluzione: infatti l’indagato viene sovente condannato al ripristino dello stato dei luoghi, dunque all’abbattimento dell’immobile. Pericolo che incombeva anche nella vicenda narrata.
Tuttavia, con un articolato atto di impugnazione, l’Avvocato Michele Florimo, difensore di fiducia anche in appello degli imputati, appellava la sentenza di primo grado e nel processo innanzi la quinta sezione penale della Corte di Appello di Napoli, il verdetto finale è stato totalmente favorevole agli imputati che hanno ottenuto una sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione relativamente al capo di condanna impugnato. La Corte ha contestualmente disposto la revoca dell’ordine di demolizione.