A Sferracavallo non si muore più: "Grazie prof. Covino".

E' passato qualche decennio da quando nelle curve di "sferracavallo" non muore piu' nessuno. Questa zona della nazionale Appia, oggi e' divisa da blocchi di cemento che separano le carreggiate evitan...

30 dicembre 2024 09:41
A Sferracavallo non si muore più: "Grazie prof. Covino". -
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E' passato qualche decennio da quando nelle curve di "sferracavallo" non muore piu' nessuno. Questa zona della nazionale Appia, oggi e' divisa da blocchi di cemento che separano le carreggiate evitando gli infausti sorpassi che in passato hanno provocato innumerevoli vittime. Gia' dagli inizi dell'ottocento si hanno notizie di incidenti riguardanti carrozze nobiliari ma probabilmente gli stessi avvenivano gia' da tempo considerando il fatto che in quella discesa ci sono segnalazioni storiche di cavalli che mancavano di stabilita' specialmente in discesa tanto che, questa parte dell'Appia, venne chiamata localita' "sferracallo". Il primo a capire la pericolosita' di questo tratto fu Francesco del Balzo il quale costrui' una strada che collego' San Martino all'Appia con uscita dopo "tre ponti" evitando quel tratto maledetto. Con l'avvento delle automobili arrivarono le prime vittime e quando negli anni novanta i decessi iniziarono ad avere un impennata spaventosa fino ad arrivare all'insopportabile cadenza di una vittima al mese, si capi' che la situazione era arrivata al limite e si doveva porre rimedio. Il professore Goffredo Covino, che ai quei tempi era il coordinatore di zona del movimento politico AN, scosso per la perdita di cari amici che persero la vita proprio in quel tratto, inizio' una battaglia affinche' una volta e per tutte si risolvesse in modo definitivo la problematica di Sferracavallo. Dopo una semplice proposta via stampa in cui si richiedevano lavori strutturali per separare le corsie e dinanzi ad all' inerzia delle istituzioni, inizio' una raccolta firme girando tutti i paesi della valle per sollecitare le istituzioni ad intervenire al piu' presto possibile. Con il tempo si unirono cittadini di ogni colore politico e successivamente si aggiunsero anche i sindaci della valle. La sollecitazione divento' unitaria e imponente e termino' con la decisione provvisoria di dividere le carreggiate con separatori di plastica disgiunti. Non ci furono piu' incidenti e dopo qualche anno si decise di separare definitivamente le carreggiate con blocchi di cemento cosi' come oggi li vediamo. Da allora non abbiamo perso piu' nessuno ma niente potra' mai cancellare il ricordo di quelle vite spezzate in quel tratto maledetto. Per ora e a distanza di decenni.. non possiamo nient'altro che ringraziare tutti coloro che si apprestarono a quella famosa raccolta firme e in particolare un grazie enorme al nostro professore Goffredo Covino senza mai dimenticare che questa valle potra' ottenere qualcosa solo quando avra' la forza di essere unita e caparbia nelle proposte e nelle proteste.

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