A 80 anni parte civile contro i suoi taglieggiatori
Malgrado i suoi 80 anni non è voluta venir meno allo spirito combattivo che ha animato il marito deceduto, e proprio per questo motivo, dopo reiterate vessazioni subìte dal clan che l'avrebbe costrett...
Malgrado i suoi 80 anni non è voluta venir meno allo spirito combattivo che ha animato il marito deceduto, e proprio per questo motivo, dopo reiterate vessazioni subìte dal clan che l'avrebbe costretta anche a cedere - per 110mila euro mai ricevuti - addirittura la cappella gentilizia al cimitero, si costituirà parte civile a un processo contro la camorra in corso a Napoli. Suo marito imprenditore nel settore della gestione dei rifiuti prima, e i suoi figli dopo, sono stati vittime del racket. Uno dei suoi "ragazzi" dopo avere denunciato le richieste estorsive, è costretto a vivere in una località segreta per sfuggire alle possibili ritorsioni del clan Contini contro il quale si è schierato, con le sue dichiarazioni, durante un processo terminato due anni fa con dure condanne. Ad affiancarlo allora fu l'associazione antiracket "SOS Impresa" e l'avvocato Alessandro Motta. Anche l'anziana madre, dopo un vissuto così sofferto, si è voluta avvalere di quell'assistenza e non è voluta mancare - costituendosi parte civile - al processo che vede imputati i suoi taglieggiatori (la cui prossima udienza è fissata per il 16 marzo).