21 telefonini sequestrati nel Reparto Alta Sicurezza del Carcere di Secondigliano
La Polizia Penitenziaria sventa un grave traffico interno nel reparto Ionio, i sindacati invocano schermatori e più risorse.
Nel corso di un'ordinaria attività di perquisizione mirata, gli agenti della Polizia Penitenziaria hanno rinvenuto e sequestrato ben 21 dispositivi telefonici cellulari all'interno del reparto "Ionio" del Carcere di Secondigliano. L'operazione, scattata nei giorni scorsi nell'ambito delle quotidiane attività di controllo e prevenzione, ha interessato un'ala della struttura dove sono ristretti detenuti appartenenti al circuito dell'Alta Sicurezza, sventando un potenziale e grave pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza interna della struttura.
L'eccezionale quantitativo di apparecchi recuperati mette in luce la straordinaria efficacia e la prontezza operativa del personale di custodia, capace di mettere a segno un colpo durissimo ai canali di comunicazione illeciti dei reclusi. Nonostante le pesanti e croniche carenze di organico che affliggono i reparti, e a dispetto delle oggettive difficoltà logistiche quotidiane, le donne e gli uomini del Corpo sono riusciti a garantire il ripristino della legalità attraverso un'azione minuziosa, confermando l'assoluta centralità della Polizia Penitenziaria nel mantenimento della sicurezza nazionale.
Il successo dell'operazione è stato ampiamente elogiato dai vertici del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, i quali hanno voluto rimarcare lo straordinario senso del dovere dimostrato dagli agenti sul campo. Raffaele Munno, vice segretario regionale del SAPPE per la Campania, ha espresso profondo apprezzamento per la professionalità dimostrata e ha ricordato come la presenza di tali dispositivi in sezioni così delicate costituisca una minaccia costante, che richiede sforzi immani e continui sacrifici da parte di un personale già ampiamente sotto organico.
Sulla stessa linea si è espresso anche Donato Capece, segretario generale del sindacato, che ha colto l'occasione per richiamare l'attenzione dei vertici ministeriali sulla necessità stringente di un ammodernamento tecnologico delle carceri italiane. Per contrastare l'ingegnosa introduzione di strumenti vietati, diventa ormai indispensabile dotare ogni istituto di adeguate contromisure come schermatori di frequenza e sistemi avanzati di controllo, mentre sono tuttora in corso le indagini interne per accertare le responsabilità e le esatte modalità d'ingresso dei telefoni.