Via Roma a Cervinara: Il "regno" del disco orario fantasma e dei parcheggi privati
Tra divieti rispettati a metà e furgoni-deposito che occupano il suolo pubblico, per i cittadini fare la spesa è diventato un miraggio.
C’era una volta l’idea di rendere Via Roma una strada ordinata, fluida, a misura di cittadino e di commercio. Un’idea che oggi, sotto la gestione del Commissario Prefettizio Guerra, si è trasformata in un paradosso kafkiano: da un lato il divieto di sosta assoluto, dall'altro la "giungla" del disco orario.
Regole per pochi, disagi per tutti
L'introduzione del disco orario con frazione di un’ora (eredità dell'amministrazione Lengua, oggi ufficialmente in vigore) doveva servire a garantire il ricambio. Ma una regola senza controlli è solo un suggerimento che i "furbi" ignorano puntualmente.
Mentre su un lato della strada la sosta è stata cancellata, sull’altro i posti auto sono diventati "proprietà privata". Auto lasciate lì per l’intera giornata, senza che un solo vigile urbano passi a controllare se quella lancetta di cartone sia stata mai spostata. Il diritto del cittadino di fermarsi dieci minuti per fare la spesa o per una commissione veloce è stato sacrificato sull'altare del menefreghismo.
I "furgoni-magazzino": l'abuso sotto gli occhi di tutti
Il quadro degradante di Via Roma tocca il fondo con la gestione creativa degli spazi antistanti alcuni esercizi commerciali. Ci sono commercianti che, nell'assoluto silenzio delle istituzioni, utilizzano gli stalli pubblici come estensioni dei propri locali.
Furgoni parcheggiati dall'alba al tramonto, usati come veri e propri depositi merci su strada, che blindano il passaggio e tolgono ossigeno alla viabilità. Una situazione inaccettabile in uno Stato di diritto: il suolo pubblico è di tutti, non di chi arriva prima col mezzo più ingombrante.
I cittadini di Cervinara chiedono legalità, non zone franche. Chiedono di poter vivere via Roma senza dover combattere per un metro di asfalto abusivamente occupato.
Al momento, l'unica cosa che corre veloce in Via Roma è l'indignazione. Lettera Firmata