Via Francigena del Sannio: Vitulano capofila di 22 Comuni
Il progetto presentato al TTG Travel Experience di Rimini punta su accoglienza, accessibilità e servizi. Previsti 65 chilometri da riqualificare, cinque hub di tappa e nuove strutture per i pellegrini.
«La Costiera Amalfitana non si può portare a Milano, ma si può portare a Vitulano». Con una battuta ispirata alla hit estiva di Rovazzi, Nino D’Angelo e Arisa, il sindaco di Vitulano, Raffaele Scarinzi, ha sintetizzato il potenziale turistico del Sannio e la possibilità di trasformare il patrimonio paesaggistico e culturale delle aree interne in una concreta opportunità di sviluppo.
Il messaggio è arrivato dal TTG Travel Experience di Rimini, dove, nello stand della Regione Campania, è stato presentato il progetto di valorizzazione della Via Francigena del Sannio. Un intervento da 1.526.500 euro, finanziato nell’ambito dell’Accordo per la Coesione FSC 2021-2027, in attuazione della DGR Campania n. 110/2025, che vede il Comune di Vitulano come ente capofila di una rete di 22 Comuni.
L’obiettivo è trasformare il percorso in un cammino organizzato, accessibile e dotato di servizi permanenti, capace di coniugare turismo religioso, tutela del paesaggio e crescita economica delle comunità locali.
Un cammino organizzato per rilanciare le aree interne
«Il pellegrino che attraversa il Sannio non cerca soltanto una meta, ma un paesaggio leggibile, sicuro e curato. Cerca, soprattutto, persone capaci di accoglierlo», ha dichiarato Scarinzi, sottolineando il valore del turismo religioso per i territori interni.
Una vocazione antica, legata alla storia dei borghi e delle strade percorse dai viandanti, che oggi può diventare uno strumento per contrastare lo spopolamento e creare nuove opportunità occupazionali. L'idea è mettere a sistema le risorse esistenti, rafforzando la collaborazione tra amministrazioni, operatori turistici e associazioni.
All'incontro sono intervenuti Rosanna Romano, direttore generale per le Politiche culturali e il Turismo della Regione Campania, Luca Bruschi, presidente dell'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF), e i sindaci Emilio Salvatore, di Casalbore, e Fernando De Felice, di Alife. Dal confronto è emersa la necessità di superare i confini amministrativi e costruire una strategia condivisa per la promozione della Via Francigena del Sud.
Cinque hub, 65 chilometri e nuove strutture per i pellegrini
Il piano prevede la messa in sicurezza e la riqualificazione di circa 65 chilometri del percorso principale, insieme alla realizzazione di cinque hub di tappa con infopoint, depositi per biciclette ed e-bike e pannelli informativi uniformi.
A Vitulano saranno inoltre aperti un ostello e una casa del pellegrino, utilizzando immobili comunali. È prevista anche una piattaforma web dedicata alla destinazione, integrata con i canali ufficiali dell'AEVF e di Italia.it, per facilitare la consultazione delle informazioni e l'organizzazione del viaggio.
Il progetto punta a consolidare quanto già realizzato negli anni precedenti, dalle prime segnaletiche ufficiali alle aree di sosta, introducendo manutenzione programmata, servizi riconoscibili e un sistema di gestione capace di garantire continuità.
A questo scopo, a Vitulano nascerà un Nodo di Coordinamento del Cammino, affiancato da referenti di tratta nelle sedi di tappa di Benevento, Buonalbergo, Faicchio e Telese Terme. La struttura avrà il compito di coordinare gli interventi, monitorare le condizioni del tracciato e favorire la collaborazione tra gli attori coinvolti.
Accessibilità e formazione al centro del progetto
Tra gli aspetti qualificanti dell'iniziativa figura l'accessibilità. Sono previsti almeno quattro tratti «zero barriere», progettati per agevolare la fruizione da parte di persone con disabilità motorie o sensoriali, attraverso superfici stabili, pendenze contenute e segnaletica adeguata.
«Il cammino deve essere davvero di tutti. Un pellegrinaggio che esclude non è un pellegrinaggio», ha affermato il sindaco, evidenziando la necessità di affiancare alla valorizzazione estetica del percorso interventi concreti per la sicurezza e l'inclusione.
Accanto alle opere infrastrutturali, il programma prevede la formazione di almeno 50 operatori sui temi dell'ospitalità, della sicurezza e dell'accessibilità. Pro Loco, associazioni e scuole saranno coinvolte nelle attività di cura del tracciato e nelle camminate comunitarie, con l'obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e la cultura dell'accoglienza.
«Il paesaggio non si tutela soltanto attraverso i vincoli, ma anche abitandolo e prendendosene cura ogni giorno», ha aggiunto Scarinzi, ribadendo il ruolo dei cittadini come custodi del territorio e protagonisti del futuro del cammino.
Una rete europea per un turismo sostenibile
Il progetto si inserisce nella prospettiva di valorizzazione europea della Via Francigena, itinerario culturale che mette in relazione territori, patrimoni e tradizioni. L'adozione degli standard dell'Associazione Europea delle Vie Francigene e il coordinamento con gli altri territori della Francigena del Sud saranno elementi fondamentali per garantire qualità dei servizi, uniformità delle informazioni e continuità dell'offerta turistica.
La sfida sarà fare in modo che il percorso non resti una semplice successione di tratti locali, ma diventi un itinerario riconoscibile, nel quale i pellegrini possano trovare servizi affidabili anche attraversando province e regioni diverse.
La durata prevista del progetto è di 24 mesi, ma l'ambizione è costruire un sistema destinato a durare nel tempo. Il Nodo di Coordinamento di Vitulano dovrà diventare un presidio stabile, sostenuto dalla collaborazione tra Comuni, operatori e volontari.
«I finanziamenti hanno una durata, le comunità restano», ha concluso Scarinzi. «Vogliamo consegnare ai territori un cammino curato, accessibile e capace di generare opportunità, valorizzando la nostra identità senza snaturarla».
La Via Francigena del Sannio si candida così a diventare una risorsa strategica per il turismo regionale e un'occasione per far conoscere il patrimonio delle aree interne a un pubblico sempre più ampio, trasformando storia, paesaggio e ospitalità in leve concrete di sviluppo.