Valle Caudina, scontro sul CSM: Bucciano smaschera i veti e le promesse di Airola

I documenti ufficiali rivelano la disponibilità di locali da maggio, mentre l'ASL tace e le famiglie dei pazienti restano abbandonate. La nota del Comitato Familiari Pazienti del Csm

A cura di Redazione
04 luglio 2026 17:38
Valle Caudina, scontro sul CSM: Bucciano smaschera i veti e le promesse di Airola -
Condividi

Il trasferimento dello scorso 16 febbraio 2026 degli ambulatori del Centro di Salute Mentale da Airola a Puglianello, nella Valle Telesina, ha innescato un durissimo scontro istituzionale nella Valle Caudina, dove decine di famiglie denunciano enormi disagi terapeutici e la totale assenza di interventi di supporto da parte dell'ASL di Benevento. Il caso è definitivamente esploso in questi giorni di luglio in seguito alla diffusione di una nota ufficiale protocollata il 7 maggio 2026, con cui il sindaco di Bucciano ha formalmente smentito le rassicurazioni e le giustificazioni addotte dalle amministrazioni vicine.

La pubblicazione del documento ufficiale con protocollo numero G. 0002535/2026 ha rimosso ogni velo di ambiguità sulla gestione logistica dell'assistenza psichiatrica territoriale. Il Sindaco di Bucciano, Pasquale Matera, aveva infatti trasmesso una PEC formale alla Direzione Generale dell'ASL di Benevento, guidata dalla dottoressa Tiziana Spinosa, e a tutti i primi cittadini del comprensorio caudino. Nella missiva veniva esplicitata la piena e immediata disponibilità a mettere a disposizione locali comunali idonei a ospitare temporaneamente le attività del centro, abbattendo le distanze chilometriche imposte dal trasferimento e offrendo una soluzione concreta per la ripresa dei percorsi terapeutici dei pazienti. Nonostante la proposta sul tavolo, l'azienda sanitaria ha scelto la via del silenzio, evitando sia di potenziare i trasporti pubblici sia di incrementare le visite domiciliari necessarie a supportare i malati.

Il retroscena politico emerso dalle carte mette in luce una profonda spaccatura tra i vertici istituzionali del territorio e confuta le tesi precedentemente sostenute dal Comune di Airola. Il sindaco di Bucciano ha espresso aperto stupore per le dichiarazioni diffuse il 6 maggio 2026 dal collega di Airola, il quale aveva respinto l'ipotesi di una sinergia tra i comuni limitrofi affermando l'inesistenza di strutture pronte all'uso o di amministrazioni disposte a farsi carico delle spese di manutenzione temporanea. Tale versione è stata categoricamente smentita dagli atti depositati da Bucciano, evidenziando una gestione basata su logiche particolari a scapito del diritto alla salute dei cittadini. La promessa di una risoluzione autonoma ad Airola entro i mesi di luglio o agosto è rimasta disattesa, costringendo gli amministratori a inseguire palliativi come i bus navetta tra le vibranti proteste dei comitati civici.

La reazione della comunità dei familiari non si è fatta attendere, trasformando il dibattito tecnico in una aperta contestazione contro l'immobilismo burocratico della dirigenza sanitaria. Alfonso, a nome dei cittadini e dei familiari dei pazienti della Valle Caudina, ha indirizzato una lettera aperta al sindaco di Bucciano per ringraziarlo pubblicamente di aver tracciato una linea di netta discontinuità rispetto a uno spettacolo triste fatto di veti incrociati e logiche di partito. La missiva sottolinea che la proposta di Bucciano rappresenta un punto fermo irremovibile che costringe l'ASL ad assumersi le proprie responsabilità davanti alla pubblica opinione, qualora decidesse di persistere nella delocalizzazione del servizio rifiutando una sede idonea e gratuita a pochissimi chilometri di distanza.

La gestione della sanità di prossimità si trova ora davanti a un delicatissimo banco di prova che costringerà tutte le parti in causa a una ridefinizione dei rispettivi posizionamenti. Con le prove documentali ormai accessibili a tutti e la tensione sociale in costante aumento, il prossimo tavolo istituzionale si preannuncia infuocato e privo di margini di mediazione al ribasso. La popolazione della Valle Caudina esige il rientro immediato del Centro di Salute Mentale all'interno del proprio perimetro geografico e la cessazione definitiva dei rimpalli di competenze che hanno finora penalizzato i soggetti più fragili.

Firmato: Alfonso Paciello, membro del Comitato e pazienti del CSM

Segui Informazione Sei