Montesarchio, Tancredi lascia il carcere: concessi gli arresti domiciliari
Il Giudice accoglie l'istanza della difesa per l'indagato di Montesarchio accusato di presunti atti persecutori e lesioni ai danni della compagna.
Il Giudice del Tribunale di Avellino ha disposto l'immediata scarcerazione di Giuseppe Tancredi, il quarantenne originario di Montesarchio che si trovava in custodia cautelare dietro le sbarre. Il provvedimento, che sostituisce la massima misura restrittiva con quella degli arresti domiciliari, è arrivato al termine di un'articolata istanza presentata dal legale dell'indagato. L'uomo si trova attualmente sotto inchiesta per una serie di gravi reati che spaziano dagli atti persecutori all'estorsione aggravata, fino alle lesioni personali e al porto abusivo d'arma, tutti contestati in relazione a presunti episodi di violenza perpetrati nei confronti della propria compagna.
A fare la differenza nell'iter giudiziario è stata la linea strategica portata avanti dall'avvocato Stefano Melisi, che ha saputo evidenziare elementi concreti capaci di ridefinire il quadro delle esigenze cautelari. La difesa ha dimostrato l'adeguatezza di una misura meno afflittiva rispetto al regime carcerario, spingendo il Giudice a rivalutare i presupposti di urgenza e di pericolo legati alla detenzione in cella. Le argomentazioni sono state ritenute solide e meritevoli di accoglimento, portando così alla firma del decreto che ha permesso a Tancredi di lasciare la struttura penitenziaria per fare rientro presso il proprio domicilio.
La decisione del Tribunale rappresenta in ogni caso uno snodo di natura esclusivamente cautelare e non si esprime in alcun modo sulla colpevolezza o sull'innocenza dell'indagato. Il merito delle pesanti accuse mosse dagli inquirenti sarà infatti approfondito e vagliato nelle successive e ordinarie fasi del procedimento penale. Come sancito dai principi cardine dell'ordinamento giuridico italiano, la modifica della misura restrittiva non anticipa l'esito del processo, e l'eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata solo attraverso una sentenza definitiva.
Per la difesa questo provvedimento raccoglie i frutti di un'intensa attività tecnica e certifica l'efficacia delle ragioni esposte nell'istanza. L'intervento dell'avvocato Melisi ha permesso di scardinare la necessità della custodia in carcere, garantendo al contempo il rispetto delle procedure di controllo previste dalla legge per la nuova misura applicata. Il caso prosegue ora sui binari della giustizia ordinaria, in attesa che il dibattimento faccia piena luce sui fatti contestati.
Fact Check
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Verificato il: 03 luglio 2026