Una mazzetta da 530 mila sui un appalto da 9,5 milioni, indagato ex sindaco di Caserta

L'ex sindaco Carlo Marino indagato per corruzione: avrebbe intascato 200mila euro per favorire un imprenditore del settore delle cave.

22 giugno 2026 16:10
Notizia verificata · Fonte: Carabinieri · Vedi fonti
Una mazzetta da 530 mila sui un appalto da 9,5 milioni, indagato ex sindaco di Caserta -
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I Carabinieri hanno eseguito perquisizioni e sequestri di dispositivi informatici nei confronti dell'ex sindaco Carlo Marino, dell'imprenditore Giuseppe Antonio Luserta e dell'avvocato Vincenzo Iorio. La Procura di Santa Maria Capua Vetere accusa l'ex primo cittadino di aver percepito una tangente di oltre 200mila euro (parte di una mazzetta totale di 530mila) per intercedere con Rete Ferroviaria Italiana, consentendo al Luserta di aggiudicarsi un appalto pubblico dal valore di quasi 9,5 milioni di euro.

La nuova bufera giudiziaria si abbatte su un contesto politico già profondamente segnato dalle precedenti risultanze investigative. L'inchiesta guidata dal Procuratore Pierpaolo Bruni, insieme ai sostituti Giacomo Urbano e Anna Ida Capone, si inserisce infatti in un filone più ampio che ha già travolto l'amministrazione locale. Questo ennesimo capitolo di cronaca giudiziaria rappresenta l'ultimo tassello di una serie di indagini coordinate dalla Procura sammaritana sul comune capoluogo, culminate nell'aprile del 2025 con il drastico provvedimento di scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Comune di Caserta, all'epoca guidato proprio dall'esponente del Partito Democratico.

Il fulcro dell'accordo illecito ipotizzato dagli inquirenti ruota attorno alla figura dell'imprenditore Giuseppe Antonio Luserta, attivo nel settore delle cave, che è riuscito a ottenere la ricca commessa legata alle infrastrutture ferroviarie. Secondo la ricostruzione dei magistrati, un ruolo chiave di mediazione sarebbe stato svolto dall'avvocato Vincenzo Iorio, ex collaboratore nonché ex socio di studio dello stesso Marino, delineando una rete di relazioni professionali e personali messa al servizio del malaffare.

L'azione dei Carabinieri, che hanno setacciato le abitazioni e gli uffici degli indagati per sequestrare smartphone, computer e supporti digitali, punta ora a trovare i riscontri documentali dei passaggi di denaro. Le analisi tecniche sui dispositivi informatici saranno fondamentali per blindare l'impianto accusatorio e per verificare se la rete di complicità per spartirsi la torta dei finanziamenti pubblici fosse ancora più estesa.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 22 giugno 2026

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