Un nuovo dottore di ricerca formato presso Biogem
La dott.ssa Pratiksha Kavade ha conseguito il dottorato studiando i meccanismi dello sviluppo embrionale nel modello zebrafish.
La dottoressa Pratiksha Kavade, ricercatrice di origine indiana, ha recentemente conseguito il Dottorato di Ricerca in Medicina Traslazionale presso l’Università degli Studi della Campania “L. Vanvitelli”, completando un importante percorso sperimentale presso l’istituto Biogem. Il lavoro di tesi, focalizzato sui complessi processi che regolano lo sviluppo embrionale, ha approfondito l'influenza della proteina CBX2 nell'architettura genetica durante le prime fasi della vita.
La ricerca si è concentrata sull'analisi di come questa specifica proteina contribuisca a modulare l'attivazione e la disattivazione dei geni, un processo epigenetico indispensabile per garantire il corretto differenziamento cellulare e l'acquisizione delle specifiche funzioni biologiche. Sotto la supervisione della Prof.ssa Lucia Altucci, del Prof. Vincenzo Carafa e in collaborazione con il gruppo della Prof.ssa Concetta Ambrosino, lo studio ha utilizzato lo zebrafish come organismo modello per mappare le interazioni tra la repressione mediata da Polycomb e le vie di segnalazione WNT/β-catenina e dell’acido retinoico.
I risultati ottenuti dal team di Biogem dimostrano che l'assenza della proteina CBX2 compromette drasticamente lo sviluppo embrionale, innescando malformazioni morfologiche, un marcato incremento della morte cellulare programmata e interferenze critiche nei sistemi di comunicazione intercellulare. Tali alterazioni impediscono il coordinamento necessario per una corretta crescita dei tessuti, confermando l'imprescindibile ruolo biologico di CBX2 nella stabilità dello sviluppo.
In prospettiva futura, questo studio rappresenta un avanzamento significativo nella comprensione dei meccanismi molecolari sottesi non solo ad alcune patologie legate allo sviluppo embrionale, ma anche all'insorgenza di svariate forme tumorali. Grazie al rigore metodologico applicato, la ricerca apre nuovi scenari di indagine per la medicina traslazionale, ponendo le basi per possibili future applicazioni terapeutiche mirate alla correzione di squilibri nella regolazione genica.