Ucciso a 21 anni forse dopo una lite ad una partita di calcetto

L'ombra di una lite per una partita di calcetto dietro l'omicidio del giovane operaio Lorenzo Spasiano, freddato sotto casa.

23 giugno 2026 13:43
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Ucciso a 21 anni forse dopo una lite ad una partita di calcetto -
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Nella notte tra il 22 e il 23 giugno, a Napoli, nel quartiere periferico di Miano, un giovane operaio di ventuno anni di nome Lorenzo Spasiano è stato brutalmente ucciso a colpi di pistola davanti alla sua abitazione in via Caprera. Il ragazzo, completamente incensurato e privo di qualsiasi legame con la criminalità organizzata, è stato raggiunto al torace da un proiettile esploso a distanza ravvicinata. Nonostante la corsa disperata verso il più vicino ospedale, il giovane è deceduto poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso, lasciando l'intera comunità locale nello sconforto e nel terrore per un'improvvisa spirale di sangue.

I carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini sul campo per ricostruire l'esatta dinamica del delitto, stanno battendo diverse piste e nelle ultime ore si concentra l'attenzione su una precisa voce che circola insistentemente tra le strade del quartiere. Secondo le prime indiscrezioni non ancora confermate, il tragico agguato potrebbe essere stato preceduto da un violento litigio scoppiato durante una banale partita di calcetto, un dissidio apparentemente minore che sarebbe poi degenerato in una vera e propria esecuzione sotto la casa della vittima.

La tragica scena si è consumata sotto gli occhi straziati della madre del ventunenne, la quale, svegliata di soprassalto dal rumore assordante degli spari e dalle grida disperate del figlio, è corsa in strada trovando il corpo del ragazzo ormai privo di vita sul selciato. Sul luogo del delitto sono giunti tempestivamente i militari dell'arma per i rilievi scientifici e per raccogliere le testimonianze dei residenti, nel tentativo di identificare l'esecutore materiale dell'omicidio che è riuscito a dileguarsi subito dopo aver premuto il grilletto.

La notizia ha scosso profondamente anche la comunità religiosa locale e il parroco della chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo, don Salvatore Cinque, ha espresso profondo dolore ricordando Lorenzo come un ragazzo mite e un grande lavoratore che si svegliava all'alba per andare a lavorare nel panificio situato proprio di fronte alla parrocchia. Il sacerdote ha manifestato lo sconcerto di una periferia che si riscopre fragile e ostaggio di una violenza inspiegabile, sottolineando come la vittima fosse del tutto estranea alle dinamiche della malavita e chiedendo a gran voce un freno a questa ondata di brutalità.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 23 giugno 2026

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