Turni di 13 ore in sala operatoria: la Ge.P.O.S. respinge le accuse dei sindacati

La direzione replica a FP CGIL e UIL FP sui presunti turni di 13 ore in sala operatoria, parlando di evento eccezionale dovuto a un'emergenza medica.

13 luglio 2026 17:00
Turni di 13 ore in sala operatoria: la Ge.P.O.S. respinge le accuse dei sindacati -
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Il 9 luglio 2026, presso la clinica privata Ge.P.O.S. di Telese Terme, si è verificato un prolungamento dell'attività chirurgica che ha scatenato la dura reazione delle sigle sindacali FP CGIL e UIL FP. Le organizzazioni hanno denunciato presunte violazioni sulla sicurezza e turni del personale infermieristico superiori alle tredici ore consecutive. L'amministratore unico della società, il dottor Aniello Sorice, ha risposto formalmente respingendo ogni addebito e definendo le accuse parziali e prive di fondamento documentale.

La società ha chiarito che il prolungamento dell'orario lavorativo è stato causato da un'improvvisa urgenza clinica e che i dati dei marcatempo smentiscono categoricamente i turni da tredici ore denunciati dai sindacati. L'analisi dei cartellini cartacei e digitali ha infatti dimostrato che un solo operatore ha superato l'orario ordinario, fermandosi a 11 ore e 43 minuti di servizio per garantire la sicurezza del paziente. Tale prestazione, secondo la direzione, rientra perfettamente nei limiti previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle case di cura, che fissa a dodici ore continuative il tetto massimo per il personale non medico.

La nota aziendale affronta anche il tema della presunta carenza strutturale di organico nella sala operatoria, definendola una ricostruzione distorta della realtà. Le temporanee criticità riscontrate nei mesi passati sono state causate esclusivamente dalle dimissioni volontarie di alcuni infermieri, che hanno scelto il trasferimento verso le strutture pubbliche dei neonati Ospedali di Comunità. La Ge.P.O.S. ha comunque confermato che il team è già stato interamente ripristinato, superando i disagi provocati dalle libere scelte professionali dei lavoratori.

Un altro punto di forte frizione riguarda l'indennità di pronta disponibilità, che i sindacati vorrebbero mantenere come voce fissa della retribuzione. L'amministratore unico ha precisato che, ai sensi del contratto AIOP-ARIS, tale trattamento economico è legato esclusivamente all'effettivo inserimento nei turni di reperibilità e all'obbligo di intervento rapido. Poiché il personale in questione non è più inserito in questi specifici turni e non è soggetto ad alcun vincolo orario extra, il presupposto per l'erogazione del compenso è legalmente decaduto.

Infine, la clinica sottolinea come queste polemiche rischino di danneggiare la reputazione di un presidio sanitario storico per la Valle Telesina, proprio mentre è in atto un delicato piano di risanamento aziendale. La Ge.P.O.S. ha ribadito la massima trasparenza e collaborazione con l'U.O.C. PSAL dell'ASL di Benevento, alla quale ha già trasmesso tutta la documentazione richiesta, confermando la volontà di partecipare ai prossimi tavoli tecnici presso Confindustria per tutelare la continuità dei servizi e il futuro dei lavoratori.

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