Tunnel del Partenio: le sfide ingegneristiche tra rocce e grandi acquiferi

Un’analisi tecnica mappa i nodi geologici, idrici e sismici del massiccio campano per un’eventuale galleria d'avanguardia.

09 luglio 2026 07:53
Notizia verificata · Fonte: Redazione · Vedi fonti
Tunnel del Partenio: le sfide ingegneristiche tra rocce e grandi acquiferi -
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Negli ultimi anni si è tornati a discutere dell'ipotesi di realizzare un collegamento in galleria attraverso il Massiccio del Partenio, una delle più importanti dorsali carbonatiche dell'Appennino campano. Un'infrastruttura di questo tipo rappresenterebbe un'opera di notevole complessità ingegneristica, destinata a confrontarsi con un contesto geologico tra i più articolati dell'Italia meridionale. Prima di affrontare l'argomento è opportuno chiarire un aspetto fondamentale: il presente contributo non esprime alcun giudizio sulla fattibilità o sull'opportunità dell'opera, né in senso favorevole né contrario.

L'obiettivo è esclusivamente quello di illustrare, con un approccio tecnico, le principali caratteristiche geologiche, geomorfologiche, geotecniche, idrogeologiche e sismiche del Massiccio del Partenio e le problematiche che, secondo le attuali conoscenze scientifiche e la normativa tecnica vigente, dovrebbero essere approfondite nell'ambito di un eventuale percorso progettuale.

Il Massiccio del Partenio è costituito prevalentemente da potenti successioni di calcari e dolomie di età mesozoica appartenenti alla piattaforma carbonatica campano-lucana. Queste rocce, oggi emerse a seguito della formazione dell'Appennino, possiedono generalmente buone caratteristiche meccaniche, ma il loro comportamento reale dipende soprattutto dalla presenza di fratture, faglie, discontinuità e fenomeni di alterazione. Il sottosuolo non può quindi essere considerato come un blocco roccioso uniforme. Al contrario, presenta una notevole variabilità, con settori caratterizzati da rocce molto compatte che possono alternarsi ad aree intensamente fratturate o tettonizzate, nelle quali le caratteristiche geomeccaniche risultano sensibilmente differenti.

Proprio questa eterogeneità rappresenta uno degli aspetti più impor tanti nella progettazione di un'opera in sotterraneo. Il ruolo della tettonica L'assetto geologico del Partenio è il risultato di una lunga evoluzione tettonica che ha interessato l'intero Appennino Meridionale. Il massiccio è attraversato da numerose faglie e sistemi di fratture che hanno modellato la morfologia attuale e influenzano ancora oggi il comportamento dell'ammasso roccioso. Dal punto di vista progettuale, l'eventuale attraversamento di zone di faglia richiederebbe particolare attenzione, poiché tali settori sono generalmente caratterizzati da una maggiore deformabilità della roccia, da una riduzione delle caratteristiche meccaniche e, frequentemente, da una maggiore permeabilità che favorisce la circolazione delle acque sotterranee.

Uno degli elementi più significativi del Massiccio del Partenio è rappresentato dal carsismo. Nel corso di milioni di anni l'azione dell'acqua ha progressivamente dissolto le rocce carbonatiche, dando origine a un articolato sistema di cavità, fratture allargate, inghiottitoi, doline e condotti sotterranei che costituiscono una delle caratteristiche più tipiche di questo territorio. Dal punto di vista ingegneristico ciò significa che il sottosuolo può presentare una notevole variabilità anche su distanze limitate. L'eventuale intercettazione di cavità naturali o di sistemi carsici durante lo scavo potrebbe comportare la necessità di adottare specifici interventi di consolidamento, impermeabilizzazione o sostegno, definiti sulla base delle condizioni effettivamente riscontrate. Per questo motivo, nelle moderne opere in sotterraneo la conoscenza preventiva del sottosuolo rappresenta uno degli aspetti più importanti dell'intero processo progettuale. Se la geologia rappresenta la struttura del territorio, l'acqua ne costituisce probabilmente l'elemento più delicato. Il Massiccio del Partenio ospita infatti uno dei principali acquiferi carbonatici della Campania. Le precipitazioni meteoriche si infiltrano rapidamente attraverso le fratture e i condotti carsici, alimentando un sistema sotterraneo estremamente articolato dal quale hanno origine numerose sorgenti distribuite lungo il perimetro del massiccio. In un contesto di questo tipo, uno degli aspetti più importanti riguarda la comprensione della circolazione idrica sotterranea.

Durante la progettazione di una galleria sarebbe necessario individuare la posizione degli acquiferi, ricostruire i percorsi seguiti dall'acqua nel sottosuolo e valutare l'eventuale presenza di condotti carsici o zone sature. Nei sistemi carbonatici, infatti, la circolazione dell'acqua può avvenire attraverso percorsi estremamente complessi e non sempre direttamente correlabili alla morfologia superficiale. In alcuni casi possono essere presenti cavità completamente riempite d'acqua o veri e propri serbatoi naturali, la cui individuazione richiede specifiche indagini geologiche e idrogeologiche. L'eventuale interazione tra un'opera in sotterraneo e il sistema acquifero rappresenta pertanto uno degli aspetti che richiederebbe il maggiore livello di approfondimento progettuale. Le sorgenti presenti ai margini del Partenio rappresentano la manifestazione superficiale della circolazione idrica all'interno del massiccio carbonatico.

La loro alimentazione dipende dall'equilibrio tra infiltrazione, caratteristiche geologiche, rete di fratture e geometria dell'acquifero. Per questo motivo, qualsiasi analisi relativa a possibili interferenze con le sorgenti richiederebbe necessariamente studi idrogeologici specifici, monitoraggi di lunga durata e modellazioni numeriche in grado di simulare il comportamento dell'acquifero nelle diverse condizioni progettuali. Semplificazioni o valutazioni formulate in assenza di tali approfondimenti non consentirebbero di descrivere in modo affidabile il comportamento reale del sistema. Quando si parla di gallerie si tende a immaginare esclusivamente il tratto scavato in profondità, ma una parte importante delle problematiche riguarda le opere in superficie.

Gli imbocchi della galleria, le aree di cantiere e le infrastrutture accessorie dovrebbero infatti inserirsi in un territorio montano caratterizzato localmente da versanti acclivi, coperture detritiche e fenomeni gravitativi. In diversi settori del Partenio gli strumenti di pianificazione individuano aree soggette a differenti livelli di pericolosità geomorfologica, legati a fenomeni di crollo, scivolamento, erosione e colate detritiche. La scelta della posizione degli imbocchi costituirebbe quindi uno degli aspetti più delicati dell'intero progetto, richiedendo specifiche verifiche geologiche e geotecniche. L'Appennino Meridionale è uno dei settori a maggiore pericolosità sismica del territorio italiano e il Partenio rientra pienamente in questo quadro. Qualsiasi opera in sotterraneo dovrebbe pertanto essere progettata in conformità alle Norme Tecniche per le Costruzioni, considerando non soltanto il comportamento statico dell'ammasso roccioso, ma anche gli effetti derivanti dalle azioni sismiche e dalle possibili interazioni con le principali strutture tettoniche.

L'insieme delle caratteristiche geologiche del Massiccio del Partenio evidenzia un contesto naturale di elevata complessità, nel quale geologia, idrogeologia, geomorfologia e sismicità risultano strettamente connesse. La presenza di criticità geologiche, idrogeologiche o geomorfologiche non costituisce, di per sé, un elemento sufficiente per esprimere un giudizio sulla realizzabilità di un'infrastruttura. Al contrario, rappresenta il punto di partenza del percorso progettuale, chiamato a individuare e valutare, con metodo scientifico e nel rispetto della normativa vigente, le soluzioni tecniche più idonee per affrontare le condizioni riscontrate. La storia dell'ingegneria dimostra che numerose grandi gallerie sono state realizzate con successo in contesti geologici anche più complessi di quello del Partenio, grazie all'evoluzione delle tecniche di indagine, delle metodologie progettuali, delle tecnologie di scavo e dei sistemi di monitoraggio.

Ogni massiccio montuoso, tuttavia, possiede caratteristiche proprie e richiede studi specifici: non esistono soluzioni standard né valutazioni che possano prescindere da un'approfondita conoscenza del sottosuolo. Per questo motivo, il presente contributo non intende sostenere né escludere la realizzazione del Tunnel del Partenio, ma offrire una chiave di lettura tecnica delle principali tematiche scientifiche che un'opera di questo tipo dovrebbe affrontare. Saranno eventualmente gli studi progettuali, le indagini di dettaglio, le valutazioni ambientali e le procedure previste dalla normativa a definire, nelle sedi competenti, il quadro tecnico complessivo dell'intervento.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 09 luglio 2026

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