Tumore scambiato per ematoma: medico verso il processo
Concluse le indagini sul medico di Villa Fiorita: il tumore del 14enne scambiato per ematoma. La Procura contesta l'omicidio colposo.
Si avvia verso il processo la tragica vicenda di Carmine Puccinelli, il quattordicenne di Arzano strappato alla vita nel dicembre 2023 da un tumore al ginocchio. La Procura ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico del dottor Mauro Di Costanzo, all'epoca dei fatti in servizio presso la clinica Villa Fiorita di Capua. L'ipotesi di reato contestata è di omicidio colposo.
L’errore fatale: un tumore scambiato per ematoma
Al centro dell’inchiesta c’è quello che gli inquirenti definiscono un fatale errore diagnostico. Secondo l’impianto accusatorio, la patologia oncologica che ha colpito il giovane Carmine sarebbe stata inizialmente sottovalutata e trattata come un banale ematoma.
Questa lettura errata dei sintomi avrebbe generato un ritardo decisivo:
Mancata tempestività: Omissione di accertamenti clinici e specialistici immediati, nonostante il quadro sintomatologico lo imponesse.
Compromissione delle cure: Il tempo trascorso tra i primi sintomi e la diagnosi corretta avrebbe impedito l'avvio di protocolli terapeutici efficaci.
Esito irreversibile: Per la Procura, tale negligenza ha influito in modo determinante sull'evoluzione della malattia, rendendola incurabile.
La battaglia legale: "Giustizia concreta, non simbolica"
I legali della famiglia Puccinelli — gli avvocati Michele Francesco Sorrentino, Pierlorenzo Catalano e Filippo Castaldo dello Studio Associati Maior — hanno accolto la chiusura delle indagini come un passo fondamentale verso la verità.
"Quando un tumore viene scambiato per un ematoma e un adolescente perde la vita, lo Stato ha il dovere di accertare ogni responsabilità in modo rigoroso e trasparente," dichiarano i legali. "Non è una battaglia simbolica, ma una richiesta di giustizia concreta."
Lo studio legale sottolinea come il procedimento penale, pur non potendo restituire Carmine ai suoi cari, sia necessario per ribadire un principio cardine del sistema sanitario: il dovere di diligenza professionale e l'importanza vitale di una diagnosi precoce.
Verso il processo
Il caso di Carmine rappresenta uno dei capitoli più dolorosi della cronaca recente legata alla presunta malasanità. La famiglia, chiusa nel proprio dolore ma sorretta da una ferma determinazione, attende ora la fissazione dell'udienza preliminare. L'obiettivo è unico: stabilire, nelle aule di tribunale, se quella morte poteva e doveva essere evitata attraverso una condotta medica scrupolosa e tempestiva.