Tumore al pancreas: la sfida più difficile dell'oncologia
Diagnosi in aumento del 21% e sintomi poco specifici rendono questo tumore tra i più insidiosi.La chirurgia mininvasiva è la nuova frontiera
Il tumore al pancreas, la malattia che ha colpito Enrica Bonaccorti, resta una delle neoplasie più difficili da diagnosticare e trattare. I numeri parlano chiaro: in Italia le diagnosi sono aumentate del 21% in dieci anni, passando dai 12.200 casi del 2013 ai quasi 14.800 del 2023. A differenza di altre neoplasie, dove la prevenzione e le nuove cure hanno abbattuto la mortalità, qui i decessi continuano a crescere, specialmente tra le donne (+6,9% rispetto alle stime).
Perché è così difficile da diagnosticare?
Il pancreas è un organo situato in profondità nell'addome, "nascosto" dietro lo stomaco. Questa posizione anatomica lo rende difficilmente esplorabile durante le visite di routine.
I principali ostacoli alla prevenzione:
Assenza di screening: Non esistono test di screening efficaci (come la mammografia per il seno) applicabili alla popolazione generale.
Sintomi "camaleonte": Nelle fasi iniziali, i segnali sono vaghi e facilmente confondibili con disturbi comuni:
Dolore sordo allo stomaco o alla schiena.
Difficoltà digestive.
Perdita di peso inspiegabile.
Diagnosi tardiva: Solo il 20% dei casi viene individuato quando la massa è ancora circoscritta e operabile.
Lo stato della ricerca e delle cure
Se sul fronte della terapia farmacologica i passi avanti negli ultimi quindici anni sono stati purtroppo limitati, la vera rivoluzione sta avvenendo in sala operatoria.
La svolta della chirurgia mininvasiva
Oggi, circa un terzo dei pazienti ritenuti operabili può accedere a tecniche chirurgiche avanzate (laparoscopia o robotica). I vantaggi per il paziente sono determinanti:
Minor trauma fisico: Incisioni ridotte e minor perdita di sangue.
Recupero rapido: Dimissioni più veloci e ritorno alla vita quotidiana in tempi brevi.
Continuità terapeutica: Un recupero fisico più veloce permette di iniziare prima le eventuali chemioterapie post-operatorie, fondamentali per ridurre il rischio di recidive.
Il punto della situazione: Il tumore al pancreas resta una sfida aperta. La ricerca si sta concentrando oggi sull'individuazione di marcatori molecolari nel sangue (la cosiddetta biopsia liquida) che possano permettere, in futuro, quella diagnosi precoce che oggi rappresenta ancora il "sacro graal" della lotta a questa malattia.