Truffa sul Super Ace: 16 indagati per falsi aumenti di capitale e crediti indebiti, chi sono

La Procura chiude l'inchiesta sulle comunicazioni simulate all'Agenzia delle Entrate per ottenere agevolazioni fiscali su operazioni inesistenti.

11 agosto 2026 08:06
Truffa sul Super Ace: 16 indagati per falsi aumenti di capitale e crediti indebiti, chi sono -
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Un meccanismo lineare, ripetuto con chirurgica costanza e indirizzato verso un unico obiettivo fiscale: ottenere benefici economici dallo Stato attraverso l'illusione di un rafforzamento patrimoniale mai avvenuto. Il fascicolo giudiziario, che porta la data del 23 giugno 2026 ed è firmato dal sostituto procuratore Antonella Salvatore, segna il punto d'approdo di un'articolata indagine che vede sedici persone, tutte nella loro qualità di legali rappresentanti di differenti società, iscritte nel registro degli indagati per il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato. L'impalcatura d'accusa tracciata dalla Procura evidenzia una matrice comune per ciascuna posizione, configurando contestazioni identiche nella sostanza e differenziate soltanto nei volumi finanziari mossi e nelle distinte ragioni sociali coinvolte.

La ricostruzione analitica compiuta dagli inquirenti svela la condotta attraverso la quale gli indagati, agendo nelle rispettive vesti di amministratori di società di capitali, trasmettevano all'Agenzia delle Entrate le comunicazioni ufficiali attestanti un presunto incremento del capitale proprio. Sfruttando gli appositi moduli predisposti dalla normativa, le aziende dichiaravano aumenti patrimoniali che, secondo le verifiche degli investigatori, non erano in realtà mai stati eseguiti. Sulla base di quelle dichiarazioni simulate le società riuscivano a maturare un consistente credito d’imposta relativo al cosiddetto Super Ace, la misura di agevolazione introdotta dall’articolo 19 del decreto legge 73 del 2021 per sostenere il tessuto imprenditoriale che avesse rinforzato la struttura finanziaria dopo il 31 dicembre 2020. L’intero ammontare dei crediti ottenuti risulterebbe dunque privo di qualsiasi fondamento reale e per ogni singolo episodio contestato i magistrati hanno formalizzato l’aggravante di aver cagionato allo Stato un danno patrimoniale di rilevante gravità.

L'esame complessivo delle cifre e dei ruoli attribuiti nel provvedimento restituisce l'immagine di un perimetro finanziario rilevante e ben articolato. La posizione quantitativamente più complessa appartiene ad Alberto Lentini, di Avellino, assistito dall'avvocato Michele Scibelli, al quale vengono contestati quattro distinti episodi legati ad altrettante strutture societarie ubicate tra Monteforte Irpino e Piove di Sacco, per una cifra complessiva che raggiunge i 585.216 euro. Segue Pasquale Mediatore, originario di Montoro e difeso dall'avvocato Vincenzo Molaro del foro di Nola, chiamato a rispondere di due operazioni riferite a realtà d'impresa con sede a Mariglianella e Somma Vesuviana, per un importo totale calcolato in 299.158 euro. Per tutte le altre persone iscritte nel registro delle notizie di reato la Procura ha invece individuato e contestato un singolo episodio.

Tra le singole posizioni figura quella di Maria Rosaria Altieri, avellinese e legale rappresentante della Hyrpinia Power, che avrebbe ottenuto un credito figurativo pari a 149.400 euro con l'assistenza legale dell'avvocato Gerardo Santamaria. Lo stesso legatario cura la difesa di Omar Vecchione, indagato in relazione a un credito d'imposta da 33.228 euro riconducibile alla società Omav. La posizione di Flora Maria Luisa Amato, napoletana attualmente trasferitasi nel Regno Unito e rappresentante della Argam, è segnata dalla difesa d'ufficio affidata all'avvocata Sabina Morgera, mentre Rocco Cappiello, alla guida della Ayme Group, è assistito dall'avvocato Domenico Festa. Riguardo alla società Sole Sud, l'indagato Gaetano Fasolino avvale della tutela legale dell'avvocato Annibale Schettino.

Il quadro dell'inchiesta tocca anche situazioni personali complesse, tra cui figurano persone attualmente sottoposte a regimi detentivi per altre cause. Claudia Ferraro, legale rappresentante della Des Group, risulta infatti ristretta presso il carcere di Viterbo e, a seguito della revoca del precedente difensore, è ora assistita dall'avvocato Alessandro Pillitu del foro di Roma. Difesa a due voci per Teresa Maffettone, referente della Ecol Sud, rappresentata dagli avvocati Raffaele Bizzarro e Alessia Errichiello. Anche Giulio Manfredi, chiamato a rispondere come rappresentante legale della Ayme Group per un'operazione autonoma e distinta rispetto a quella mossa a Cappiello, si trova detenuto presso la casa circondariale di Bellizzi Irpino ed è difeso dall'avvocato Fabio Tulimiero.

Completano il panorama degli addebiti Donatello Melchionne per la Multibrand Luxury Gold, affiancato dall'avvocato Generoso Pagliarulo; Maurizio Montano per la Elsatrade, difeso dall'avvocato Rolando Iorio; Luigi Noto per la Astrea, con la nomina dell'avvocato Antonio Iuliucci. Particolare rilievo risalta attorno alla posizione di Italia Palladino, novantenne residente a Cervinara dove è nata, rappresentante legale della Domina Servizi e Gestioni, assistita dagli avvocati Francesco Mosca e Pasquale Mosca del foro di Nola. Infine, Antonio Ragucci per la Area Crm vanta la difesa dell'avvocato Giuseppe Di Gaeta, mentre Teresa Valentino per la M C si avvale del patrocinio dell'avvocato Roberto Romano.

La geografia giudiziaria dell'indagine disegna una rete imprenditoriale le cui sedi legali spaziano su un territorio ampio, integrando società dislocate tra i bacini aziendali di Avellino, Napoli, Milano, Roma, Isernia e Benevento. Le annualità al centro degli accertamenti e delle relative contestazioni si collocano prevalentemente nel corso del 2023, pur non mancando alcune operazioni maturate durante il 2022. Con la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso ai sensi dell'articolo 415 bis del codice di procedura penale, si apre ora una fase cruciale del procedimento: ciascun indagato dispone di un termine di venti giorni per esaminare gli atti, depositare memorie difensive, chiedere di sostenere l'interrogatorio o sollecitare il pubblico ministero all'effettuazione di ulteriori accertamenti. Si tratta dello snodo tecnico che precede le determinazioni conclusive della Procura e la successiva eventuale richiesta di rinvio a giudizio, fermo restando che per tutti i coinvolti vige la presunzione di innocenza e nessuno risulta al momento condannato.

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