Truffa al PNRR a Napoli: sequestrati 150mila euro per riciclaggio

La Guardia di Finanza ha smantellato un sistema di fatture false usato per intascare fondi destinati all'internazionalizzazione delle imprese.

A cura di Redazione
24 aprile 2026 07:47
Truffa al PNRR a Napoli: sequestrati 150mila euro per riciclaggio -
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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore di 150.000 euro nei confronti di tre società, dei loro rappresentanti legali e del titolare di una ditta individuale, in seguito a un'indagine coordinata dalla Procura Europea (EPPO) di Napoli e disposta dal G.I.P. del Tribunale di Napoli Nord. L'operazione ha fatto luce su un complesso meccanismo fraudolento orchestrato per sottrarre indebitamente risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destinate al sostegno delle piccole e medie imprese italiane.

Le indagini condotte dal Gruppo di Frattamaggiore hanno permesso di accertare che una società di Casoria, operante fittiziamente nel commercio online, aveva ottenuto il finanziamento nel dicembre 2021 simulando requisiti inesistenti. Per accedere ai fondi, destinati alla partecipazione a fiere internazionali e alla valorizzazione del marchio Made in Italy, l'azienda ha falsificato il proprio bilancio e presentato fatture per operazioni inesistenti relative a una presunta partecipazione a una fiera di settore svolta in Cina.

Una volta ottenuta la prima tranche del finanziamento, gli indagati hanno tentato di occultare la provenienza illecita del denaro mettendo in atto una serie di manovre finanziarie complesse. Attraverso bonifici bancari, parte del profitto del reato è stato trasferito verso l'estero e movimentato tra diverse società e una ditta individuale compiacenti, con l'evidente scopo di interrompere la tracciabilità dei flussi di denaro pubblico sottratto illecitamente alle casse dello Stato.

L'intervento tempestivo delle Fiamme Gialle ha permesso di ricostruire con precisione l'intera architettura criminale, bloccando l'erogazione della parte restante del finanziamento pubblico. Il provvedimento cautelare eseguito oggi, volto alla confisca per equivalente, ha colpito unità immobiliari e disponibilità finanziarie depositate sui conti correnti degli indagati, i quali dovranno ora rispondere, a vario titolo, delle accuse di riciclaggio, truffa aggravata e malversazione ai danni dello Stato.

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