Trovato morto in un bagagliaio il 32enne Sadam Houssain, era scomparso dal 4 agosto

Il corpo del giovane pachistano è stato rinvenuto in avanzato stato di decomposizione. Si ipotizza l'omicidio.

23 agosto 2026 09:10
Trovato morto in un bagagliaio il 32enne Sadam Houssain, era scomparso dal 4 agosto -
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Il tragico epilogo delle ricerche si è consumato a pochi chilometri dal ghetto di Borgo Mezzanone, ad una decina di chilometri da Foggia, luogo in cui il trentaduenne risiedeva stabilmente. Il cadavere di Sadam Houssain, cittadino di origine pachistana di cui si erano perse totalmente le tracce dallo scorso 4 agosto, è stato rinvenuto all'interno del bagagliaio della sua stessa autovettura, abbandonata nelle campagne circostanti della capitanata.

Gli inquirenti propendono con decisione verso l'ipotesi di un omicidio consumato con brutalità, sebbene la certezza scientifica sulla dinamica e sulle cause esatte del decesso arriverà soltanto dagli esami autoptici ordinati dalla Procura. Il grave stato di decomposizione in cui versa la salma, condizionato anche dalle altissime temperature estive della zona, lascia ipotizzare che la morte risalga proprio al giorno della sua scomparsa. L'area dell'isolato ritrovamento è stata perimetrata per consentire ai rilievi scientifici di raccogliere ogni elemento utile a ricostruire le ultime ore di vita della vittima.

L'intera comunità locale e la fitta rete di braccianti che popola la zona di Borgo Mezzanone sono piombate nello sconcerto di fronte alla drammaticità dei dettagli emersi. Il contesto dell'agro foggiano, spesso segnato da forti tensioni sociali e marginalità, diventa ancora una volta teatro di un fatto di cronaca nera che riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza del territorio. Gli investigatori stanno scavando a fondo nella vita privata e lavorativa del trentaduenne, analizzando i suoi contatti recenti e i tabulati telefonici per capire se l'uomo avesse appuntamenti o contatti sospetti il giorno della sparizione.

Al momento nessuna pista viene esclusa dagli inquirenti, che cercano di fare luce sul movente e sull'eventuale coinvolgimento di più persone nell'esecuzione del delitto e nel successivo occultamento del cadavere all'interno del veicolo. Risposte fondamentali sono attese nei prossimi giorni sia dall'autopsia, che chiarirà l'eventuale presenza di lesioni da arma da fuoco o da taglio, sia dai riscontri tecnici sull'autovettura per individuare impronte o tracce biologiche non appartenenti alla vittima.

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