Triplice omicidio di Ercolano: ad ottobre l’appello per D’Angelo e Boccia
Dopo la svolta storica in primo grado, la Corte d'Assise di Napoli esaminerà i ricorsi dei due imputati condannati per la strage nella fabbrica abusiva.
Il prossimo 2 ottobre prenderà il via il processo di secondo grado davanti alla prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli per la tragica esplosione della fabbrica abusiva di fuochi d'artificio ad Ercolano. Alla sbarra si ripresenteranno Vincenzo D’Angelo e Raffaele Boccia, a seguito della sentenza pronunciata il 10 dicembre 2025 dal Gup del Tribunale di Napoli con rito abbreviato. La vicenda giudiziaria mira a far luce sulle responsabilità per la drammatica scomparsa delle tre giovanissime vittime: il diciottenne Samuel Tafciu e le gemelle ventenni Sara e Aurora Esposito.
Il verdetto di primo grado ha segnato un punto di svolta unico nella giurisprudenza italiana sull'incolumità nei luoghi di lavoro. Per la prima volta in un contesto di gravissime negligenze e illegalità operative, il giudice ha riconosciuto la configurabilità dell'omicidio volontario con dolo eventuale, oltre ai reati di caporalato e fabbricazione abusiva di ordigni esplosivi. Una decisione esemplare che ha punito la scelta consapevole dei gestori di accettare il rischio concreto di un'ecatombe pur di portare avanti un’attività del tutto clandestina.
Le posizioni dei vari coinvolti nell'inchiesta hanno preso strade differenti al termine del giudizio abbreviato. Pasquale Punzo, contitolare della struttura abusiva condannato in primo grado a 17 anni e sei mesi di reclusione a fronte di una richiesta del pubblico ministero pari a 20 anni, ha scelto di non presentare ricorso. La sua condanna è così diventata definitiva e, applicando il beneficio dello sconto di un sesto della pena introdotto dalla riforma Cartabia, dovrà espiare una reclusione di 15 anni. Resta invece aperta la posizione giudiziaria di Vincenzo D'Angelo, anch'esso destinatario della medesima condanna di primo grado, e di Raffaele Boccia, a cui erano stati inflitti 4 anni per la sola detenzione del materiale esplosivo.
Nelle aule del tribunale partenopeo si preannuncia una battaglia legale serrata, dove la determinazione delle parti civili sarà centrale per confermare l'impianto accusatorio. I familiari della giovane figlia e dei genitori di Samuel Tafciu continuano a essere assistiti dall'avvocato Massimo Viscusi, mentre la famiglia delle due sorelle Sara e Aurora Esposito è rappresentata dall'avvocata Verlezza. L'imminente udienza d'appello rappresenterà un passaggio cruciale per riaffermare il valore della tutela della vita umana dei lavoratori di fronte al profitto illecito.