Traffico di anabolizzanti e stupefacenti, 16 indagati: sequestrati beni per milioni di euro

Due nuclei familiari e una rete di collaboratori al centro dell'inchiesta. Profitti stimati in 9 milioni di euro, sequestrate 12 unità immobiliari e oltre 125mila euro in contanti

15 ottobre 2026 10:49
Traffico di anabolizzanti e stupefacenti, 16 indagati: sequestrati beni per milioni di euro -
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Un vasto traffico di farmaci anabolizzanti e sostanze stupefacenti, con spedizioni quotidiane in Italia e all'estero e un sistema di riciclaggio degli ingenti guadagni. È quanto emerso da un'indagine condotta dai carabinieri del Nas di Trento e coordinata dalla Procura di Bolzano, che vede coinvolte 16 persone: 15 residenti in provincia di Napoli e una in provincia di Pavia.

Gli indagati, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbero organizzati in due nuclei familiari, rispettivamente di quattro e due persone, affiancati da una decina di collaboratori. L'operazione ha interessato diverse località tra Napoli, Caserta, Pavia e Milano.

Nel corso delle indagini è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal Tribunale di Bolzano, che riguarda 12 unità immobiliari e le disponibilità presenti sui conti correnti. I profitti complessivi dell'attività illecita sono stati stimati dagli investigatori in circa 9 milioni di euro.

Oltre 400mila dosi nascoste in un garage

Uno dei risultati più rilevanti dell'operazione è stato il ritrovamento, in un grande box garage in provincia di Napoli nella disponibilità di uno dei principali indagati, di 560 pacchi contenenti anabolizzanti e stupefacenti. Il materiale sequestrato comprendeva oltre 400mila dosi, per un valore di vendita al dettaglio stimato in almeno 30 milioni di euro.

Per eludere i controlli, le sostanze erano occultate all'interno di confezioni di giochi per bambini, prodotti di bellezza e articoli per la casa.

Un ulteriore deposito è stato individuato in provincia di Pavia, dove i militari hanno rinvenuto 4.400 confezioni di anabolizzanti, per un valore stimato di circa 250mila euro. Nella stessa circostanza sono stati sequestrati 42mila euro in contanti.

Pagamenti con criptovalute e identità fittizie

L'attività investigativa, riferiscono i carabinieri del Nas, si è rivelata particolarmente complessa a causa delle modalità utilizzate per gestire il traffico. Gli indagati avrebbero fatto ricorso ad applicazioni di messaggistica anonima e a sistemi di pagamento finalizzati a rendere difficile la ricostruzione dei flussi finanziari.

Tra i metodi individuati figurerebbe anche l'invio di pacchi con mittenti e destinatari fittizi, utilizzati per trasferire denaro contante occultato all'interno delle spedizioni, oltre al ricorso alle criptovalute.

Complessivamente, il denaro contante sequestrato supera i 125mila euro. Nel corso delle perquisizioni sono stati inoltre trovati numerosi orologi Rolex, che secondo gli investigatori sarebbero stati acquistati con i proventi dell'attività illecita, e numerose carte di debito utilizzate per effettuare i pagamenti legati al traffico.

Undici indagati convocati per l'interrogatorio preventivo

Nell'ambito del procedimento, a 11 dei 16 indagati è stato notificato un decreto del giudice per le indagini preliminari per fissare un interrogatorio preventivo. La notifica è avvenuta dopo la richiesta del pubblico ministero di applicare misure cautelari, tra cui la custodia in carcere o gli arresti domiciliari.

L'inchiesta punta a ricostruire l'intera rete di distribuzione delle sostanze, i flussi di denaro e le modalità con cui sarebbero stati reinvestiti i guadagni.

Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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