Tisane calmanti mandano un neonato in terapia intensiva: è gravissimo
Un bimbo di dodici giorni rischia la vita per un’intossicazione da verbena: i medici lo salvano con l’intubazione.
Una somministrazione di tisane naturali a scopo calmante ha quasi ucciso un neonato di appena dodici giorni, ricoverato d'urgenza all'Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia in stato di coma a causa di una gravissima intossicazione. I genitori del piccolo, di origini asiatiche, si sono accorti fortunatamente in tempo del peggioramento delle condizioni del figlio, riscontrando un preoccupante calo di peso e il totale rifiuto dell'alimentazione. La tempestiva corsa al pronto soccorso della struttura emiliana ha evitato che la situazione precipitasse ulteriormente, permettendo all'equipe medica della terapia intensiva neonatale di intervenire prima che le complicazioni respiratorie risultassero fatali per il bambino.
L'allarme è scattato immediatamente al momento dell'accettazione in reparto, quando i medici hanno riscontrato un quadro clinico drammatico che stava rapidamente evolvendo verso un'insufficienza respiratoria progressiva. I sanitari hanno dovuto procedere d'urgenza all'intubazione del piccolo paziente e al suo successivo trasferimento in ventilazione meccanica per supportare le funzioni vitali ormai gravemente compromesse. Nel frattempo, l'intera equipe si è attivata con una serie di accertamenti diagnostici mirati a individuare l'esatta causa di quel malessere improvviso e inspiegabile, dato che il bimbo era venuto al mondo sano e al termine naturale della gestazione.
Le indagini cliniche hanno presto svelato che l'origine del collasso non era legata a patologie congenite o infezioni, bensì a una massiccia intossicazione provocata dall'assunzione di infusi a base di verbena. Questa pianta, spesso utilizzata nella medicina tradizionale e comunemente ritenuta innocua dagli adulti per le sue proprietà rilassanti, ha generato un effetto devastante sul sistema centrale e metabolico ancora immaturo del neonato. L'episodio ha evidenziato come anche i rimedi naturali possano trasformarsi in sostanze altamente tossiche e letali se somministrati a individui nei primi giorni di vita.
La nota ufficiale diffusa dall'Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia ha voluto porre l'accento sulla pericolosità di queste pratiche casalinghe, lodando al contempo la prontezza d'riflessi dei genitori nel comprendere la gravità della situazione. Nonostante l'errore commesso in buona fede a scopo calmante, l'attenzione della coppia nel monitorare la scarsa reattività del figlio ha permesso un accesso immediato alle cure che ha fatto la differenza tra la vita e la morte. I medici ricordano che l'apparato digerente e i reni dei neonati non sono pronti a filtrare sostanze diverse dal latte materno o artificiale.
Fact Check
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Verificato il: 14 giugno 2026