"Ti devo uccidere... Ti devo prendere a morsi in faccia".

Benevento, persecuzioni e violenze alla ex e al compagno: scatta il divieto di avvicinamento per un 36enne

13 marzo 2026 17:45
"Ti devo uccidere... Ti devo prendere a morsi in faccia". -
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Non accettava la fine della relazione e l’inizio della nuova vita della sua ex moglie. Un 36enne di Benevento è stato colpito oggi da un’ordinanza di custodia cautelare che gli impone il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da esse frequentati. L'uomo dovrà mantenere una distanza di almeno mille metri dalle vittime e sarà monitorato costantemente attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico.

L’escalation di violenza: dalle minacce al rogo dell'auto

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento e condotta dalla Squadra Mobile, ha fatto luce su un grave quadro di atti persecutori. La vicenda ha subito un’accelerazione drammatica lo scorso luglio, quando l’autovettura della donna è stata distrutta da un incendio.

Nonostante la paura, la vittima ha trovato il coraggio di denunciare solo a settembre, esasperata da un clima di terrore che non accennava a placarsi. Agli inquirenti ha raccontato episodi inquietanti, tra cui:

  • Aggressioni fisiche: In un'occasione, l'uomo l'ha raggiunta in strada e colpita con schiaffi al volto davanti ai figli minori.

  • Molestie continue: Appostamenti e minacce verbali avvenuti persino davanti ai cancelli della scuola frequentata dai bambini.

  • Danni materiali: Il furto della tracolla della borsa e il danneggiamento di oggetti personali.

Nel mirino anche il nuovo compagno

Le indagini hanno rivelato che l’ossessione del 36enne non risparmiava nessuno. Anche l'attuale compagno della donna è finito nel mirino, subendo minacce di morte esplicite come "Ti devo uccidere... Ti devo prendere a morsi in faccia".

L'indagato avrebbe inoltre esteso le intimidazioni a soggetti terzi, "colpevoli" solo di non aver interrotto i rapporti con il nuovo compagno della ex moglie. Un comportamento che ha generato in tutte le persone coinvolte un perdurante stato d’ansia e un fondato timore per la propria incolumità.

Il provvedimento del GIP

Il materiale probatorio raccolto dalla Squadra Mobile, composto da testimonianze dirette e attività tecnica di intercettazione, è stato ritenuto solido dal GIP del Tribunale di Benevento. Accogliendo le richieste della Procura, il giudice ha ravvisato sia i gravi indizi di colpevolezza che le esigenze cautelari, ritenendo la misura del divieto di avvicinamento con controllo elettronico necessaria a interrompere la spirale di violenza.

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