Terremoto, forte scossa avvertita a Napoli
Il punto sulla sismicità: confermata la magnitudo 4.7 ai Campi Flegrei
Alle ore 19:46 di questa sera, un nuovo e consistente soprassalto della crosta terrestre ha scosso l'intera area metropolitana di Napoli e i comuni della caldera flegrea. L'evento, registrato dai sismografi con un'energia considerevole, ha colto la popolazione nel pieno della transizione serale, generando una percezione macrosismica molto marcata, forte apprensione e il riversarsi di centinaia di cittadini lungo le strade.
Parametri strumentali preliminari e caratteristiche dell'evento
Orario di emissione del fronte d'onda: 19:46 (ora locale).
Stima preliminare della Magnitudo: Le analisi di sala e della validazione definitiva dei sismogrammi da parte dei centri di calcolo confermano una Md pari a 4.7 ed una profondità di circa 3 km
Ipocentro e cinetica dello scuotimento: Come tipico della sismicità flegrea, l'evento si caratterizza per una profondità ipocentrale estremamente superficiale. Questa peculiarità geometrica spiega la rapidità con cui l'energia cinetica si è propagata in superficie, traducendosi in un moto ondoso e sussultorio acuto, accompagnato dal tipico rombo sotterraneo che ha amplificato il risentimento della popolazione nei quartieri occidentali di Napoli (come Fuorigrotta, Bagnoli e il Vomero) e nei centri limitrofi.
Per inquadrare correttamente l'episodio odierno, è necessario analizzare il trend energetico registrato nelle ultime settimane e nei giorni precedenti dalle stazioni di monitoraggio dell'Osservatorio Vesuviano:Il regime di fondo del bradisismo: L'area continua a essere interessata da una fase di sollevamento del suolo persistente, la cui risposta reologica della crosta superficiale genera di frequente sciami sismici. Nella maggior parte dei casi, la sismicità ordinaria produce eventi di bassa magnitudo (generalmente compresi tra 1.0 e 2.0), percepiti solo in modo strumentale o avvertiti in maniera lieve ai piani alti degli edifici più vicini all'epicentro. Eventi di soglia superiore (> 3.0): Periodicamente, l'accumulo di stress deformativo nei settori fragili della caldera rilascia pacchetti di energia più elevati. A titolo di confronto con lo storico recente delle reti di sorveglianza, scosse che superano la soglia di magnitudo 3.0 (come l'evento registrato a fine giugno di magnitudo 3.0 o altre oscillazioni di energia analoga) rappresentano i picchi di questo trend deformativo, capaci di impattare in modo sensibile sul tessuto urbano a causa della vulnerabilità percepita e della scarsa profondità focale.La combinazione tra l'orario serale, l'elevato risentimento in superficie e la superficialità del fuoco ha attivato immediatamente le procedure di controllo e monitoraggio da parte delle sale operative e delle squadre di soccorso. Oltre al panico e all'affollamento delle vie cittadine, si sono registrati disagi localizzati legati a interruzioni temporanee della rete di fornitura elettrica in alcuni settori urbani di contatto, dovuti all'intervento dei sistemi di protezione o a micro-sollecitazioni sulle infrastrutture aeree e interrate. Le reti di sorveglianza geofisica restano ininterrottamente attive per seguire l'eventuale sequenza di repliche (aftershocks) e definire con precisione geometrica i parametri definitivi dell'ipocentro.