Terremoti: perché una scossa più piccola può far più paura di una più grande?
Quando sentiamo parlare di un terremoto, quindi, non fermiamoci soltanto alla magnitudo.
Quando arriva la notizia di un terremoto, la prima informazione che cerchiamo è quasi sempre una sola: la magnitudo. "Terremoto di magnitudo 4.5", "magnitudo 5.2", "magnitudo 6".
Numeri che sembrano dirci immediatamente quanto sarà forte una scossa. Ma la realtà è un po’ più complessa: la magnitudo ci racconta quanta energia ha liberato il terremoto, non necessariamente quanto lo sentiremo noi. Il grafico realizzato mostra proprio questo aspetto: il legame tra energia sprigionata, profondità del terremoto e intensità percepita in superficie. Quindi Perché a volte una scossa relativamente piccola fa tremare case, finestre e persone, mentre un terremoto più potente viene appena percepito? La risposta è soprattutto nella profondità. Immaginiamo il terremoto come una fonte di energia nascosta nel sottosuolo. La magnitudo rappresenta la quantità di energia liberata: è come la "potenza" della sorgente. Ma questa energia deve percorrere una strada prima di arrivare fino a noi. Quella strada è rappresentata dalla profondità dell’ipocentro, cioè il punto sotto la superficie dove il terremoto ha avuto origine. Se il terremoto nasce vicino alla superficie, le onde sismiche hanno poco terreno da attraversare e arrivano più forti. Se invece nasce molto in profondità, devono attraversare decine di chilometri di roccia prima di raggiungere le nostre case: lungo il percorso parte dell’energia si disperde.
TERREMOTI UGUALI, EFFETTI MOLTO DIVERSI
Pensiamo a due terremoti con la stessa magnitudo, ad esempio magnitudo 5. Il primo avviene a pochi chilometri di profondità. Le onde sismiche arrivano rapidamente in superficie, con meno dispersione: il movimento può essere avvertito in modo molto evidente e, nelle condizioni più sfavorevoli, può provocare danni. Il secondo avviene invece a 50 chilometri di profondità. L’energia liberata è la stessa, ma deve attraversare un lungo percorso nella Terra prima di arrivare agli edifici. La scossa può risultare molto più debole per chi si trova in superficie. Ecco perché non basta guardare solo il numero della magnitudo.
Nel grafico le curve mostrano proprio questo comportamento:
• più si sale verso l’alto, maggiore è l’effetto percepito;
• più ci si sposta verso destra, maggiore è la profondità del terremoto;
• a parità di magnitudo, un terremoto più profondo tende generalmente a essere percepito meno intensamente.
Le curve evidenziano il passaggio dai terremoti quasi impercettibili fino a quelli capaci di provocare effetti importanti. Ma c’è una precisazione fondamentale: il grafico rappresenta una situazione ideale, considerando un terreno roccioso e compatto.
Nella realtà entra in gioco un altro elemento decisivo!
Non tutte le persone vivono lo stesso terremoto nello stesso modo. Una casa costruita su una roccia resistente può ricevere vibrazioni più contenute. Un edificio costruito su terreni morbidi, argillosi o sedimentari può invece subire un’amplificazione del movimento, perché alcuni terreni possono comportarsi come una sorta di "amplificatore naturale". Per questo motivo due paesi anche vicini possono percepire una stessa scossa in maniera molto diversa. Quando sentiamo parlare di un terremoto, quindi, non fermiamoci soltanto alla magnitudo. Quel numero è importante, ma racconta solo una parte della storia.
Per capire davvero cosa abbiamo sentito bisogna considerare anche:
• quanto è profondo il terremoto;
• che tipo di terreno c’è sotto i nostri piedi;
• quanto siamo lontani dall’epicentro.
La Terra non trema sempre allo stesso modo.
A volte un piccolo terremoto vicino alla superficie può far sentire molto la sua presenza.
Altre volte un terremoto molto più potente, nascosto nelle profondità del pianeta, può arrivare a noi solo come un leggero movimento.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 14 giugno 2026