Tentano di lanciare cellulari oltre il muro del carcere di Aversa: un arresto

Quattro minicellulari, cinque smartphone e altrettante SIM nella busta destinata a finire nell'area passeggio. Un secondo uomo, riconosciuto come ex detenuto, è riuscito a fuggire

13 settembre 2026 09:28
Tentano di lanciare cellulari oltre il muro del carcere di Aversa: un arresto -
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Stavano per lanciare oltre il muro di cinta della Casa di reclusione di Aversa una busta contenente telefoni cellulari e altro materiale destinato, con ogni probabilità, a essere introdotto all’interno dell’istituto penitenziario. L’intervento della Polizia penitenziaria ha però permesso di sventare il tentativo.

All’interno della busta erano presenti quattro minicellulari, cinque smartphone, altrettante schede SIM, cavi USB e caricabatterie. Il materiale, se fosse stato lanciato oltre il muro di cinta, sarebbe potuto finire nell’area destinata al passeggio, dove i detenuti avrebbero avuto la possibilità di recuperarlo e introdurlo successivamente nei reparti dell’istituto.

Secondo quanto ricostruito, le due persone sono state inseguite dagli agenti della Polizia penitenziaria. Uno dei due è stato bloccato, mentre l’altro è riuscito a far perdere le proprie tracce. Gli agenti lo avrebbero riconosciuto come un ex detenuto della stessa struttura penitenziaria, elemento che potrebbe contribuire agli ulteriori accertamenti sull’episodio.

L’operazione si inserisce nell’attività di contrasto all’introduzione di telefoni cellulari e altri materiali non consentiti all’interno degli istituti penitenziari, fenomeno che rappresenta una delle principali criticità per la sicurezza delle strutture.

A commentare l’intervento è Angelo Palumbo, delegato Uspp della provincia di Caserta, che ha sottolineato il lavoro svolto dagli agenti: «Con professionalità, prontezza e spirito di servizio, il personale della Polizia penitenziaria si è reso protagonista di un’importante operazione finalizzata a contrastare l’introduzione di materiale illecito all’interno dell’Istituto».

Palumbo ha poi aggiunto: «Ancora una volta, la professionalità degli agenti dimostra di essere un presidio fondamentale per la sicurezza degli istituti e della collettività».

Sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e verificare la destinazione del materiale sequestrato.

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