Telefoni cellulari in carcere e aggressione agli agenti: tensione ad Ariano Irpino

Due cellulari scoperti in cella e tre agenti feriti durante una colluttazione: il SAPPE denuncia gravi criticità nel carcere di Ariano Irpino.

08 ottobre 2026 21:43
Telefoni cellulari in carcere e aggressione agli agenti: tensione ad Ariano Irpino -
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Ancora telefoni cellulari rinvenuti all’interno del carcere di Ariano Irpino e ancora un episodio di violenza ai danni della Polizia Penitenziaria. L’ultimo episodio si è verificato intorno alle 12, durante una perquisizione ordinaria nel reparto ex articolo 32 dell’istituto.

Nel corso dei controlli, gli operatori hanno rinvenuto due telefoni cellulari. Al momento dell’ingresso nella cella è però scoppiata una violenta colluttazione con i detenuti presenti, con conseguenze per diversi appartenenti alla Polizia Penitenziaria.

Ad avere la peggio è stato un commissario di Polizia, colpito al torace e successivamente accompagnato in ospedale, dove dovranno essere valutate l’entità delle lesioni e la prognosi. Un altro agente, impegnato nelle operazioni di contenimento, ha riportato un taglio a un dito, mentre un ulteriore collega ha subito un trauma al polso.

Nel corso dell’intervento sono stati recuperati due telefoni cellulari. Uno è stato portato nelle camere di sicurezza, mentre sull’altro sono in corso gli accertamenti del caso.

A denunciare la situazione è il SAPPE, che evidenzia anche una ulteriore criticità dell’istituto di Ariano Irpino: la mancanza di un reparto di isolamento. Una carenza che, secondo il sindacato, rende di fatto impossibile dare concreta esecuzione alle sanzioni disciplinari nei confronti dei detenuti.

«Non è più possibile continuare a gestire una situazione di questa gravità con interventi emergenziali e ordinanze sulla sicurezza che non risolvono i problemi alla radice», denuncia Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria.

«Il rinvenimento di telefoni cellulari nelle celle, le aggressioni al personale e l’impossibilità di applicare concretamente le sanzioni disciplinari sono tutti segnali di una situazione che richiede risposte immediate. La Polizia Penitenziaria sta garantendo il proprio servizio in condizioni sempre più difficili, ma non può essere lasciata sola a fronteggiare quotidianamente emergenze che sono ormai strutturali».

Sulla vicenda interviene anche Marcello Bosco, segretario SAPPE di Ariano Irpino: «Quello che è accaduto ad Ariano Irpino è l’ennesima dimostrazione delle difficoltà operative con cui il personale è costretto a lavorare. Gli agenti intervengono per impedire che all’interno dell’istituto entrino o circolino strumenti vietati e finiscono per essere aggrediti. È una situazione inaccettabile».

Bosco richiama inoltre l’attenzione sulla mancanza di un reparto di isolamento: «Questo problema impedisce di dare effettività ai provvedimenti disciplinari e rende ancora più complessa la gestione dell’istituto».

A rendere ancora più delicato il quadro, secondo il SAPPE, è il sovraffollamento. A fronte di una capienza regolamentare di 263 detenuti, nel carcere di Ariano Irpino sono presenti circa 330 persone detenute, mentre una sezione dell’istituto risulta attualmente chiusa.

Una situazione che, secondo il sindacato, aumenta la pressione sul personale e rende ulteriormente difficile garantire sicurezza e ordine all’interno della struttura.

«Servono interventi concreti e non soltanto ulteriori disposizioni calate dall’alto», conclude Capece. «Chiediamo al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministero della Giustizia di intervenire con urgenza ad Ariano Irpino, affrontando contestualmente il problema del sovraffollamento, della carenza degli spazi detentivi, della sicurezza interna, del contrasto all’introduzione dei telefoni cellulari e della possibilità di applicare effettivamente le sanzioni disciplinari».

«La sicurezza degli istituti e l’incolumità del personale devono tornare a essere una priorità concreta dell’Amministrazione».

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